“DISTANZA IN STANZA”, TRA LE GEMME DEL NUOVO POP ITALIANO

Margherita Zanin è un’artista ligure che, con il suo nuovo progetto discografico intitolato “Distanza in stanza”, giunge al secondo full-lenght in un 2019 pieno di aspettative per la musica italiana.

L’album si caratterizza subito per un pop contemporaneo lucente, che possiamo riscontrare nel trittico inziale definito da canzoni come “Rosa”, “Invisibili” ed “Amaro”.

Difficile in questi anni smarcarsi dai trend della musica leggera tricolore, ma ammettiamo che la Zanin gioca le sue chance con sicumera in un disco come quello che ci presenta, in cui ogni brano è anticipato dalle concise parole di un’altra voce.

Così questo lavoro va avanti con tracks come “Non mi diverto se penso troppo” oppure “Un amico che va via”, in cui Margherita fa sfoggio della sua lena pop ariosa e frivola.

Invece in “Amalia” la vena compositiva è più eterea, per un pezzo dai colori inevitabilmente femminili. “Ovvietà” è una canzone che gioca lievemente sulle contraddizioni del sentimento. “La stanza del mondo” è un momento più intimistico e riflessivo. “Casca il sogno” è un’esplosione pop a tutto tondo in cui la Zanin s’immerge nelle cromature di una vividezza tutta sua.

“Fiori di carta” descrive ancora il “fatto privato” di questa cantante: ennesima istantanea di un’esistenza patita con discrezione. “Psicofermo” è un episodio piuttosto controverso rispetto alla finezza della scaletta dei brani fin qui proposta. In conclusione, “Il cielo in una stanza” è una buona cover che conferma il talento di Margherita Zanin. Tra le gemme del nuovo pop italiano.

 

Giandomenico Morabito

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