ROY PACI & CCC – CONTAMINAZIONE CULTURA COMBO SOLAR

 

Roy Paci Combo Solar_musicaintorno“… Sta alla contaminazione, come l’Africa sta alla musica del mondo”. Il primo termine dell’equazione è Roy Paci, che, stando al gioco – divertito – continua: «Tutto è stato generato da quella terra, tutta la musica che ascoltiamo è partita da quel luogo.» Dall’Africa, poi, si passa in Sudamerica e nei Balcani, a respirar bellezza, con l’intensa attività live che seguirà l’uscita discografica del nuovo progetto di un artista, nato in terra di Sicilia, che parla il linguaggio universale di quella musica senza barriere architettoniche né culturali.

Per festeggiare i 30 anni di una carriera all’insegna della vulcanicità, dell’estro, dell’arte, con alcuni “fraterni amici e colleghi”, il nostro Roy si è inventato “Combo Solar”: “un giochino divertente – musicalmente parlando” per tenere caldo il suo affezionato pubblico, che non smette di tributargli il successo che merita. Due giradischi, due fiati, due voci… un moschetto e la sua inseparabile tromba. Di ritorno dall’‪#‎UnoMaggioTaranto, ci siamo piacevolmente confrontati con il musicista di Augusta, poco prima dell’esibizione tutta catanese del MA di via Vela. A proposito, segnate in agenda: il 7 maggio festa grande con Roy Paci e “Combo Solar”!

 

Due giradischi, due fiati, due voci. In due parole, “Combo Solar”?

«È un giochino divertente – musicalmente parlando – che ci siamo inventati, con alcuni fraterni amici e colleghi, per festeggiare i quasi 30 anni di attività e per tenere caldo il nostro affezionatissimo pubblico, che ci segue sempre. Un modo giocoso per prenderci una piccola pausa, in vista dei nuovi progetti, e per fare ritorno alla nostra terra natia.»

Uno spettacolo per festeggiare 30 anni di carriera. Tu ci metti la vulcanicità, l’estro, l’arte. In cambio, che regalo vorresti?

«Il sorriso della gente, a me basta quello! Non sono un amante dei regali, ma mi piacciono molto le sorprese, come quelle fatte dagli amici che mi vengono a trovare, magari facendomi una carrambata in posti sperduti del mondo. I regali materiali non hanno alcun valore di fronte ai sorrisi degli spettatori, soprattutto quelli dei bambini che vengono ai nostri concerti. Da quando ho cominciato a fare musica, il mio pensiero è stato sempre quello di riuscire a rallegrare la gente, farla divertire e, perché no, anche riflettere.»

5 anni di silenzio discografico, e un nuovo progetto in cantiere. Qualche anticipazione?

«Ti posso dire che finalmente, in autunno, uscirà il nuovo album con gli Aretuska. Arriva dopo 5 anni di silenzio, durante i quali, però, siamo stati continuamente in tour. In estate termineremo gli arrangiamenti, ed è veramente imprevedibile: possono succedere cose fino all’ultimo minuto. È un lavoro ricco di amici, che sono venuti a trovarci in studio, e forse spiazzerà perché si tratta di una nuova veste degli Aretuska, che strizza l’occhio al panorama musicale internazionale. In inverno ripartiremo con i concerti nei club italiani, per poi spostarci all’estero, dal Sudamerica ai Balcani. Stiamo già facendo un bel programmino di tutta quanta l’attività live e l’album dovrà respirare bellezza, parlando un linguaggio che – come sempre spero – possa essere universale.»

Roy Paci Combo Solar tromba_musicaintorno

Roy Paci & Aretuska. Il gene del talento si annida nel profondo Sud?

«Con un pizzico di campanilismo, devo dire proprio di sì. Di certo non sarei quello che sono diventato, se non avessi vissuto nel mio territorio. Mi sento figlio di Sicilia, anche se ormai vivo in giro per il mondo, e nelle mie vene scorre purissimo sangue siculo.»

A parte la “alegria” di zelighiana memoria… Cosa bisognerebbe difendere?

«Bisognerebbe difendere quella cultura che, negli ultimi tempi, sta andando alla deriva. E mi riferisco principalmente all’Italia. Tante volte, all’estero, accade di non sentirci sullo stesso piano degli altri, ma non è solo colpa dei fruitori, anche il piattume che ci propinano i media e i giornali ha una certa incidenza. Abbiamo bisogno di maggiori stimoli, soprattutto i giovani, per riuscire a scavalcare quelle frontiere culturali che non ci permettono di confrontarci con il resto del mondo.»

Roy Paci orizzonte 2010_musicaintorno

Un cielo terso, la tua tromba luccicante e l’orizzonte del mare. È quella la vera essenza della musica per Roy Paci?

«Potrebbe anche essere quella. Il mare, per me, rappresenta la libertà. Ho iniziato a studiare la tromba, facendo anche dei grossi sacrifici e andando contro le aspettative della mia famiglia; ho deciso di andare controcorrente e, in tutta la prima parte dell’adolescenza, il mare è stato mio complice nello studio: per non disturbare il vicinato, andavo di fronte allo “Sbarcatore” di Augusta (SR) o alle vecchie saline, dove sono nato. Suonare di fronte al mare ti fa provare un fortissimo senso di libertà, inviterei tutti i ragazzi che si approcciano allo studio di uno strumento a fare lo stesso. Si gode di un effetto scenico-acustico senza eguali.»

 

Gino Morabito

 

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