NATALE GIUNTA, CHEF MADE IN SICILY CON UNA MARCIA IN PIÙ

È entrato nelle nostre case attraverso la tivù con garbo, simpatia, professionalità e non ne è più uscito. È lo chef Natale Giunta, da molti anni ospite de “La prova del cuoco”, prima con la Clerici, ora con la Isoardi. Nei suoi ristoranti, come in televisione, racconta la sua terra, la Sicilia, attraverso i sapori che tutto il mondo ci invidia.

Cucina e televisione: ormai per te è un binomio inscindibile. Quale ti dà più soddisfazione?

«Inscindibili sì, ma se sono in tivù è perché amo la cucina e la racconto al mondo attraverso questo mezzo. Quindi direi che la mia maggiore soddisfazione è e rimane la cucina.»

Sei molto legato ai prodotti della tua terra, che valorizzi reinterpretando in chiave moderna la tradizione. Quando sei a casa, cosa cucini per te e la tua famiglia?

«Cucinare a casa forse oggi è più un sogno che una realtà. Quando riesco a farlo, certamente mi sbizzarrisco, esattamente come nel mio ristorante. Mi piace sorprendere i familiari tanto quanto i miei clienti.»

Come potresti descrivere il tuo rapporto con la musica? Ne ascolti?

«Mi piace molto la musica, vorrei solo avere più tempo per ascoltarla!»

Immagino che, nel tuo ristorante, siano venuti a trovarti degli artisti noti.

«Sì, ho avuto il piacere di ospitare alcuni cantanti famosi come Riccardo Cocciante e Piero Pelù

Sei da poco felice consorte di Valeria. Qual è la vostra canzone?

«Romanticamente e teneramente, “A te” di Lorenzo Jovanotti. Dice tutto quello che c’è da dire.»

Se dovessi dedicarle una ricetta che la descrivesse, quale sarebbe?

«Domanda difficile…Valeria non sa cucinare e i piatti che la rappresentano sono il sushi take away e la pizza a domicilio! Se dovessi lasciarmi ispirare da questo, penso che non uscirebbe nulla di buono; se invece immagino un piatto pensando alla sua bellezza e al nostro amore, beh, forse non esiste: nessun piatto potrà mai essere in grado di tradurre tutto questo!»

Gestire la vita privata e professionale da personaggio televisivo non è certo facile. Tanto meno per te che hai colto l’opportunità di poterti rivolgere a tante persone per diventare il simbolo del nuovo che avanza in una terra che combatte faticosamente contro la malavita organizzata. Ha fatto storia il tuo coraggioso opporti al pizzo, denunciando i tuoi estorsori. Un gesto che da allora ti fa vivere sotto scorta. Quanto costa mettersi in gioco in prima persona per tentare di cambiare le cose?

«Costa tanto sicuramente. Costa libertà, spensieratezza, sicurezza… ma la soddisfazione di aver fatto la scelta giusta e poterlo urlare al mondo senza vergogna ripaga di tutto. Sempre.»

E infine, alla Marzullo, fatti una domanda e datti una risposta.

«Intendi una domanda tipo: “La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?”. Beh, la vita non è certamente un sogno, ma di sicuro chi sogna e lotta per realizzare i propri sogni vive con una marcia in più.»

 

Monica Micheli, prima vera esperta di cucina afrodisiaca e owner di ErosKitchen.com

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