MARIA GRAZIA CUCINOTTA, SICULA

Di Gino Morabito –

È la selvaggità dell’Isola, l’esperienza diretta delle emozioni che si possono spiegare soltanto in questi luoghi. È la materica Beatrice innamorata della poeticità del suo Postino, la passionalità di una donna divenuta icona di bellezza e talento. Maria Grazia Cucinotta è sicula. E orgogliosa di esserlo.

Le dimostrazioni d’affetto sono tangibili. L’occasione per incontrare quel sorriso acceso e i suoi occhi scuri è la XV edizione del Marefestival Premio Troisi, da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026. Anche quest’anno riconfermata madrina.

«Si tratta di un ritorno a casa per ritrovare gli amici. In un clima davvero emozionante, a Salina avviene uno scambio culturale: approdano sull’isola personaggi italiani e internazionali, con i quali si parla di cinema, letteratura, arte. È un modo per stare insieme e ricordare Massimo, conferendo il Premio Troisi a tutte quelle personalità che hanno contribuito e contribuiscono a divulgare l’espressione artistica del nostro Paese.»

Un festival per innamorati dell’arte, non soltanto dell’isola.

«È un modo per far scoprire la magia di Salina a chi non l’ha ancora conosciuta.»

Si respirano incanto, memoria, scenari suggestivi unici nel loro genere, che fanno bene al cinema.

«Le giornate del festival rappresentano un modo per far capire che il cinema non ha confini geografici, però quel limite di area, che è l’inquadratura, può far diventare un film indimenticabile.»

“Il Postino” è rimasto nel cuore delle persone.

«In alcuni Paesi lo fanno vedere anche nelle scuole. Quando capita di riascoltare le note della colonna sonora di Luis Bacalov, vengono in mente le scene bucoliche, romantiche, profonde, piene d’amore girate a Pollara e in altre magnifiche location mozzafiato. Massimo non è morto, vive attraverso le sue opere e noi ogni anno lo celebriamo nei luoghi dell’arcipelago eoliano che ha tanto amato.»

Un parterre di stelle per ricordare la straordinaria umanità e il genio immortale di Massimo.

«È una persona che mi ha dato l’opportunità di diventare chi sono. Non manca a me soltanto ma all’Italia intera un artista creativo, generoso e pieno di talento come lui. Eterna gratitudine a Massimo, da attrice e da siciliana!»

Per Maria Grazia Cucinotta una carriera nata per caso.

«È stato così inaspettato ed è accaduto talmente in fretta, che per molto tempo sono rimasta incredula. Mi chiedevo quando quel momento magico sarebbe finito. Poi, pian piano, sono passati quasi quarant’anni e quel “per caso” è diventato un lavoro che bisogna svolgere con estrema professionalità e grande impegno.»

Sentire la responsabilità anche nei confronti degli altri.

«Questo è un mestiere dove molta gente cerca di emularti, per cui devi riuscire a dare dei messaggi positivi. È vero che svolgi un lavoro difficile e che sei donna, ma ci sono anche dei luoghi comuni che andrebbero sfatati. È importante far capire alle persone che, alla fine, ciò che conta, non è tanto quello che fai nella vita, quanto piuttosto la vita stessa.»

Una donna entusiasta.

«Da dove sono venuta, da dove sono partita, è stato tutto un crescendo. Ancora oggi accade che mi sveglio e dico: “Però ce l’ho fatta!”. Non sono i film girati, non è il pubblico che ti acclama, non sono i numeri… Quando riesci a cambiare il tuo stato di vita, è il successo più grande.»

Certo, la bellezza aiuta.

«Soprattutto quando scegli di fare un lavoro come il mio. Anche se, a dirla tutta, non sei tu a scegliere di fare l’attore, ma è il pubblico a scegliere te.»

Ciò che conta è il carisma.

«Un’energia meravigliosa che ti connette immediatamente con l’universo, aprendo tutta la tua creatività. Quella scarica vitale che ti fa sognare, che ti fa migliorare; della quale non devi essere gelosa, ma la devi amare.»

Focosa, passionale, istintiva.

«Sono un’esagerata, anche in amore, non ho vie di mezzo. Nel mio biglietto da visita c’è scritto “sicula”.»

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