IRA GREEN: VERA, SPARTANA, SPUDORATA

Le inclinazioni profonde dell’anima umana suonano rock: interamente mixato da Fabrizio Simoncioni presso il DPoT Recording Arts studio di Prato, Ira Green pubblica “7”. Come i vizi capitali.

«“7” è esattamente come lo volevo, senza scendere a compromessi» precisa la performer di Mugnano di Napoli. Vera, spartana, spudorata come la sua musica.

La “dura della porta accanto” definita da Piero Pelù “un uragano timido”. Un’ex adolescente arrabbiata con il mondo e con la vita, Arianna Carpentieri, che scopre la strada delle sette note come mezzo per comunicare con gli altri: «La musica è stata anche un antidoto per gestire la timidezza, che non passa mai del tutto, ma impari ad arricchire il tuo carattere “rivestendolo” di sicurezza.»

Sicurezza, energia, vitalità che Ira Green trasmette sul palco, arrivando al cuore del pubblico.

Quello di Ira Green è un percorso di crescita umana e artistica, da Rai due all’Europa e al Brasile, fino al novembre 2019. E più precisamente il “7”.

«Una data magica, che ha visto l’uscita di “7”. Una serata che non dimenticherò mai!»

Raccontaci del tuo nuovo lavoro discografico.

«Il mio “7” nasce da un lavoro di due anni, in cui mi sono chiusa in studio a scrivere. Sono molto orgogliosa del risultato, perché è esattamente come lo volevo, senza scendere a compromessi.»

Sette è un numero emblematico, richiama quell’atavico elenco di inclinazioni profonde, morali e comportamentali dell’anima umana.

«Racconta dell’anima dell’uomo. Descrive i sette vizi capitali e insegna a non puntare il dito e a non giudicare; a parlare è il peccatore stesso, riconoscendo la propria natura.»

Parlano i figli della nostra società, e per un musicista le canzoni sono come figli.

«Sette nuovi figli, si allarga la famiglia! Vorrei che “7” arrivasse in modo vero, autentico, come tutta la mia musica, ma soprattutto che riuscisse a incuriosire una nuova fetta di pubblico.»

Quando nasce in te l’amore per la musica?

«Nasce fin da piccola, una passione trasmessa da mio padre che mi ha letteralmente preparato un bagaglio di musica, dalla classica al rock. In casa non è mai mancata una chitarra.»

Oggi Ira Green sfoggia un’aria da “dura della porta accanto”. Che ragazza è stata Arianna da adolescente?

«Sono sempre stata un’adolescente molto “arrabbiata” con il mondo e con la vita, ma, invece di fare a botte, ho scoperto la strada della musica per incanalare la rabbia e riuscire a comunicare con gli altri. È stato anche un antidoto per gestire la timidezza, che non passa mai del tutto, ma impari ad arricchire il tuo carattere “rivestendolo” di sicurezza.»

Piero Pelù ti ha definito “un uragano timido”. Tu come ti vedi?

«Accetto l’appellativo, ma non amo descrivermi. Lascio che siano gli altri a farlo. Sono una persona semplice, fatta di emozioni e sentimenti; un po’ come la mia musica in tre parole: vera, spartana, spudorata. Mi vedo come una caramella dal cuore tenero: profondamente sensibile, anche se da fuori appaio strong e ribelle. Sono due tratti della mia personalità che si alternano in base alle circostanze, e si proteggono a vicenda.»

Dai l’impressione di essere una che non le manda a dire…

«Non sopporto le ingiustizie e non mi piace chi si prende troppo sul serio. Sono sincera; dico la verità, anche se spesso mette in fuga chi non riesce ad ascoltarla.»

Sei una donna capace di ironia e autoironia, come testimonia l’esperienza da youtuber fatta con “Sesso, droga e bagaria”.

«È un altro modo per raccontare la realtà. Il mio lato goliardico per ridere di chi si prende troppo sul serio; per dire che siamo fatti di carne, siamo fatti per amare e perdonare.»

Un’artista che trasmette intatta l’autenticità di emozionarsi. Nella vita come sul palco.

«L‘emozione di salire sul palco non è mai uguale, può essere bella o brutta, l’importante è sentire qualcosa che si muove dentro, altrimenti bisogna cambiare strada. Io mi emoziono sempre in modo diverso.»

 

Gino Morabito

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