PAOLI, CAMMARIERE, REA: UN OMAGGIO ALLA PIÙ ALTA ESPRESSIONE DELLA MUSICA D’AUTORE ITALIANA

PCR 01_musicaintorno“Eravamo quatto amici al bar” cantava nel 1991. Oggi, invece, gli amici che salgono sul palco assieme sono tre: Gino Paoli, Sergio Cammariere e Danilo Rea. Una formazione artistica accomunata dall’amore per la musica e le parole, all’insegna della sperimentazione che unisce il jazz alla canzone d’autore.

Per Sergio Cammariere, nato nel 1960, è un sogno che si realizza. Un tempo, infatti, si definiva “cantautore piccolino confrontato a Paoli Gino”. Oggi i due musicisti, seppur distanti per generazione, si trovano ad esibirsi sullo stesso palco affiancati al pianoforte da Danilo Rea e da una band di jazzisti di grande esperienza composta da Amedeo Ariano (batteria), Luca Bulgarelli (contrabbasso), Bruno Marcozzi (percussioni) e Daniele Tittarelli (sax).

Dopo la data del 25 giugno al Teatro Dal Verme di Milano, all’interno della Rassegna La Milanesiana edizione 2017, sarà la Sicilia ad ospitare un’attesissima tappa di questa 3Union: il 5 agosto all’anfiteatro Falcone Borsellino a Zafferana Etnea, anche la città di Bari li ospiterà successivamente al Teatro Petruzzelli il 14 novembre.

Una battuta d’arresto, dovuta a un intervento programmato nel mese di marzo, a seguito di un aneurisma all’aorta addominale, non ha impedito al cantautore originario di Monfalcone e genovese d’adozione, a quasi 83 anni, di risalire sul palco e continuare la produzione artistica: sta infatti lavorando a un nuovo album di inediti che arriva a distanza di 8 anni dall’ultimo lavoro – Storie – del 2009 e dall’album Due come noi che… realizzato con Danilo Rea nel 2012.

PCR 02_musicaintornoQuella di Gino Paoli con la musica, per dirla con parole sue è “Una lunga storia d’amore”. Una passione trasferitagli dalla madre pianista e incrementata grazie alla frequentazione di quegli amici che hanno formato la cosiddetta Scuola genovese: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri, Giorgio Calabrese e i fratelli Reverberi Gian Piero e Gianfranco. Sono proprio questi ultimi due che gli procurano la prima e fondamentale audizione a Milano per la casa discografica Dischi Ricordi con cui, nel 1959, Gino Paoli realizza i primi 45 giri: La tua mano, Non occupatemi il telefono, Senza parole, Sassi. Brani che, tuttavia, all’epoca non ottengono successo.

La svolta artistica arriva nel 1960, grazie all’incontro del cantautore con il paroliere Mogol che propone all’allora affermata Mina il brano Il cielo in una stanza scritto da Gino Paoli ma che porta la firma di Mogol e del compositore Angiolini. Il brano rimane per più di sei mesi in classifica. Nell’anno successivo, Paoli conosce Ornella Vanoni con cui inizia una relazione sentimentale e che diventa la “musa ispiratrice” di brani famosi come Senza fine, Anche se, Me in tutto il mondo. In quello stesso anno partecipa al Festival di Sanremo con Un uomo vivo, in coppia con Tony Dallara, che si era aggiudicato la vittoria dell’edizione precedente. Sempre nel 1961, scrive una canzone per Sergio Endrigo: Gli innamorati sono sempre soli. Purtroppo in quel periodo iniziano anche i problemi legati all’abuso di alcolici, che lo rendono dipendente fino al 1976, anno in cui, a seguito della perdita del fratello, inizia la disintossicazione.

Nel 1962 è nuovamente una bellissima donna e attrice a rapirgli il cuore: Stefania Sandrelli. Una storia importante, un’unione da cui nasce Amanda, che segue le orme materne e diventa anch’essa attrice affermata. In quello stesso anno, Nanni Ricordi esce dall’omonima etichetta per fare ingresso nella RCA Italiana. Gino Paoli lo segue e incide nel 1963 Sapore di sale, un 45 giri destinato a diventare il maggiore successo della sua carriera anche a seguito della partecipazione al Cantagiro che gli fa ottenere un maggiore riscontro di pubblico assieme ad un’altro brano Che cosa c’è. Nello stesso anno, purtroppo, sopraggiungono difficoltà e crisi sentimentali che portano il cantautore a compiere un gesto che rischia di costargli la vita. Gino Paoli tenta il suicidio, sparandosi un colpo di pistola al cuore. Colpo che, fortunatamente, non riesce a raggiungere l’organo vitale ma che data la ravvicinata posizione, impedisce l’operazione di rimozione del proiettile con cui, da quel giorno vive.

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Nel 1964, chiuso il rapporto con la RCA e iniziato quello con la CGD, il periodo d’oro sembra proprio essere terminato. Paoli si ritira per parecchio tempo dalle scene e ricade in un secondo periodo di dipendenza. Ne esce, a seguito di un incidente autostradale nel quale viene coinvolto e che, ancora una volta non ha ripercussioni sulla sua salute. Viene spontaneo pensare che la sua esistenza come quella della famosa La gatta di cui incise il 45 giri nel 1960, goda come per i felini di una riserva di vite. Il ritorno alle scene, lo si deve ad Una lunga storia d’amore, scritta per la colonna sonora del film Una donna allo specchio di Paolo Quaregna con Stefania Sandrelli come interprete. Siamo nel 1985, anno trionfale anche della coppia artistica Paoli-Vanoni con il tour e il doppio live Insieme che riscuote notevole successo. Tra il 1986 e il 1988 escono i brani Ti lascio una canzone, Cosa farò da grande e Questione di sopravvivenza.

PCR 04_musicaintornoOltre alla citata comunanza con le famose sette vite, l’indubbio amore per questo felino sembra proprio essere una fonte di ispirazione “senza fine”. Nel 1991, Gino Paoli pubblica l’album Matto come un gatto che contiene anche Quattro amici, brano con cui si aggiudica la vittoria al Festivalbar. Nell’anno successivo esce l’album di inediti e vecchi successi dal titolo Senza contorno, solo… per un’ora, impreziosita dalla versione italiana della canzone utilizzata nei titoli di coda della Disney per il film La Bella e La Bestia, cantata in duetto con la figlia Amanda. L’album dedicato a Charles Aznavour, John Lennon e altri grandi nomi della musica internazionale arriva nel 1996 con il titolo Appropriazione indebita.

Segue Pomodori, nel 1998, nel quale è presente anche il brano Noi che non ci siamo accorti, dedicato a Marcello Mastroianni. Nel 2002 Gino Paoli risale sul palco dell’Ariston con il brano Un altro amore che si aggiudica il terzo posto e il premio della critica per il miglior testo. Ti ricordi? No non mi ricordo è del 2004: è di nuovo la volta del ritorno in scena con Ornella Vanoni e di un nuovo tour di successo nei teatri italiani. Sono diversi gli importanti contributi, le interpretazioni e le reintepretazioni da parte di colleghi di rilievo anche internazionali. Senza dimenticare che a Paoli si devono le scoperte di due artisti tra i più grandi nel panorama della musica italiana: Lucio Dalla e Fabrizio De André.

La collaborazione con Danilo Rea inizia nel 2007 a seguito della pubblicazione di Milestones – Un incontro in jazz, raccolta realizzata con alcuni dei maggiori jazzisti italiani. Quella con Sergio Cammariere, invece, avviene il 25 novembre 2016, in occasione della composizione del testo di Cyrano contenuto nel nono album Io del cantautore calabrese.

L’ultimo album di inediti è del 2009 e si chiama Storie e da raccontarne, siamo certi, ce ne sono ancora parecchie. Le scopriremo presto, nel nuovo disco di inediti al quale il cantautore genovese sta lavorando. Nel frattempo, Gino Paoli, Sergio Cammariere e Danilo Rea, vi aspettano in agosto, nella splendida terra di Sicilia.

 

 

Annalisa Belluco

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