EMILIANO TOSO, UN MARE DI CELLULE SOTTO UN CIELO DI MUSICA

C’era una volta… inizia così ogni favola che si rispetti e, se non avessi l’assoluta certezza che ciò che sto per raccontarvi è pura realtà, quello sarebbe davvero l’incipit più adeguato.

Protagonista della nostra storia è Emiliano Stefano Toso, una persona come se ne incontrano tante nella vita ma con una prerogativa speciale:

la capacità di infondere pace anche solo con il suono delle sue parole, in grado di donare con la propria musica sensazioni ed emozioni ineguagliabili.

Si laurea in biologia cellulare, iniziando ad impegnarsi nel settore con ottimi risultati ma, alla vigilia di una promozione che lo avrebbe portato a diventare un dirigente dell’azienda per la quale lavorava, Emiliano sente che la sua strada è altrove: la musica è la vera via. Quella musica che gli sussurra note ovunque si trovi; quella musica che parla al suo cuore, suggerendo meravigliosi accordi per l’amato pianoforte; quella musica che gli canta delicate melodie mentre dorme. La favola del nostro protagonista comincia a prendere forma.

Il dott. Toso è un biologo, ricordate? A di spetto di quanti sostengono il contrario, Emiliano ritiene che scienza e musica possano perfettamente cooperare, creando una sinergia di forze potente ed inimmaginabile. Nasce così il progetto “Traslational music”, che si propone di veicolare le emozioni dal livello intimo cellulare a quello più elevato della musica. Le vibrazioni prodotte da questo passaggio finiscono per interagire con altre cellule, passando da individuo a individuo e avvolgendo di uno stato di profondo benessere spirituale. Emiliano ne crea una stupenda immagine visiva che descrive con l’espressione “un mare di cellule sotto un cielo di musica”.

Per agevolare questa osmosi di vibrazioni, utilizza un’accordatura a 432 Hz, la stessa del nostro organismo e dell’universo creato. I più eruditi chiamano “effetto Mozart” la sensazione di benessere che pervade l’organismo quando si ascolta musica a 432 Hz, proprio perché il compositore viennese ne fu precursore. Sarà un caso che i mitici Pink Floyd utilizzino da sempre le stesse frequenze durante i concerti e nelle loro registrazioni? La favola di Emiliano Toso continua.

Come una concatenazione di eventi magici, l‘eco del progetto Traslational music arriva fino agli States. Il dott. Bruce Lipton, biologo cellulare e studioso di epigenetica (la scienza che studia come ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, la nostra vita e il nostro stato di salute, N.d.R.) constata il beneficio della musica di Emiliano applicata alle sue teorie, tanto da invitarlo ad aprire le gremitissime conferenze europee (la prima alla quale il nostro artista prende parte fa registrare una partecipazione di circa settecento persone!). Nei suoi seminari inoltre Lipton suggerisce di leggere i libri di Toso, veri e propri casi editoriali, ascoltando brani come “Gratitude” e “Shamanic meditation”, raccolti in un cd di Traslational music che il biologo allega ai suoi volumi. Ma non è tutto.

La musica di Emiliano comincia a fluire delicatamente negli ambienti in cui si necessita maggiormente di benessere e guarigione fisica ed emotiva: gli ospedali, le cliniche, gli hospice. Fra i reparti in cui la vita sta nascendo e dove occhi dolci e nuovi si schiudono, per la prima volta, alla luce: ostetricia e neonatologia; in quelli in cui la sofferenza è maggiore: i reparti chemioterapici. In alcuni casi la sua musica viene adottata per accompagnare dolcemente le persone alla fine della loro esistenza, “nell’attesa di assumere altre forme nell’universo”, come Emiliano ama descrivere l’epilogo della vita terrena.

Singolare ed emozionante può definirsi il concerto tenuto nel 2015 in un laboratorio dell’Istituto Marquès di Barcellona, fortemente voluto dall’equipe medica spagnola e svoltosi alla presenza di centinaia di colture in vitro. Il rinomato centro, conosciuto in tutta Europa per l’avanguardia nelle fecondazioni assistite, ha sperimentato come la musica ad una certa frequenza faciliti la buona riuscita della fertilità in vitro. Che dire? Uno dei pochi artisti, Emiliano Toso, che può vantare l’esibizione in una singolare stagione di concerti per embrione!

Nel frattempo le date dei concerti e dei seminari cominciano a registrare affluenze da record, e non a caso. Chiunque esca da un teatro o da una sala conferenze, dopo aver ascoltato e accolto musica, parole e suggestioni del nostro biologo artista, si ritrova totalmente pervaso da un’aura di pace e rilassato benessere psico-emotivo.

Emiliano risulta musicale e immediato anche nell’esprimere complessi concetti scientifici: gli è propria la delicatezza di chi, come per incanto, sa raggiunge il cuore dei propri spettatori. La sua musica pervade ogni fibra del corpo e risuona limpida ma penetrante come ancestrali messaggi che invitano all’Unità degli Esseri.

Per lo stesso fine, per rendere i suoi concerti ancora più armonici e coinvolgenti, Emiliano Toso sperimenta e poi riafferma l’ensemble sonoro creato con le bravissime Nataliya Nykolayishyn (violino) e Lorena Borsetti (violoncello). Assistere a un concerto di Traslational music è un’esperienza di meravigliosa catarsi che non può non cambiare le proprie prospettive mentali ed emotive.

“Dal momento in cui siamo su questa terra per sperimentare l’amore, Traslational music è il mio modo di amare!” Emiliano Toso

Gran bella favola, vero?

 

Il racconto di Emiliano Toso continua dal vivo. Musica Intorno segnala due eventi imperdibili per chiunque voglia lasciarsi avvolgere dalle fiabesche vibrazioni a 432 Hz:

la doppia data dei prossimi 16 e 17 marzo al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo (UD), dove Emiliano Toso terrà il concerto “Love seeds” e il workshop “Disegno di stelle”, e ancora lo speciale appuntamento del 23 marzo, in cui il workshop “Disegno di stelle” sarà ospitato dal Salone delle Feste Hotel Ca Bigio e il concerto “Love Seeds” dal Teatro Oratorio, entrambi in San Pellegrino Terme (BG).

 

Brigida Buonfiglio

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