VISIONINMUSICA, MELODIE A CONFRONTO

Visioninmusica arriva alla XV edizione nel 2019 superando un traguardo straordinario…

… che viene celebrato con sette concerti serali. L’intuito e l’intraprendenza del direttore artistico Silvia Alunni hanno reso possibile la composizione di un cartellone che mette al primo posto la qualità di tutte le proposte, risultando bilanciato nelle novità e nella tradizione.

C’è il nuovo che avanza, la generazione di artisti che ha conquistato il successo tramite i talent show, di fianco a un cantautore che ha fatto la storia della musica leggera italiana, seguito da eventi chiaramente jazz, finestre internazionali, band d’avanguardia e nuove sonorità.

La musica sta cambiando e i giovani talenti hanno opportunità diverse rispetto al secolo passato. Ora diventa strategica anche una semplice presenza in televisione per essere chiamati dalle produzioni. Il momento creativo degli artisti può arrivare in maniera del tutto casuale perché con il web e i social tutto si trasforma in occasione e opportunità da valorizzare.

Silvia Alunni, direttore artistico e musicista, sofferma la sua riflessione nelle diverse trasformazioni in campo musicale, con un preciso riferimento alla qualità della musica e all’importanza di coinvolgere i giovani.

Perché nasce la rassegna Visioninmusica?

«C’era una forte esigenza di essere autonomi nelle scelte delle canzoni e nella gestione degli spettacoli rispetto a una organizzazione nazionale. Non posso negare l’altra componente squisitamente personale dovuta al mio grande amore smisurato per la musica di qualità. Sono sempre stata una sostenitrice delle melodie capaci di lasciare un messaggio concreto e propositivo a coloro i quali ascoltano la musica. Il coinvolgimento delle persone diventa fondamentale perché la musica è una parte del mondo della cultura da tenere in debita considerazione.»

Come classifichi la musica?

«Per me c’è la musica DOC (rock, blues, jazz) e la musica commerciale di basso profilo che riesce perfettamente a conquistare le classifiche diventando un grande business. Purtroppo questa melodia abbassa fortemente il livello di qualità dell’arte in sé; il martellamento proposto da questo genere di musica mediante le radio e il web non favorisce una buona educazione musicale alle nuove generazioni. I giovani sono drasticamente penalizzati perché vengono coinvolti in maniera totalizzante da questo tipo di melodia che non può agevolare una crescita armonica della loro maturazione culturale.»

Perché hai scelto il nome Visioninmusica?

«Visioninmusica nasce da un preciso scopo: la musica è per me una visione di cultura ed è la connessione con le varie espressioni artistiche: dalla poesia alla letteratura fino ad arrivare all’arte. Le colonne sonore, per esempio, sono melodie fondamentali e basilari per un film perché conferiscono una precisa identità a un lungometraggio, confermando a pieno titolo quella straordinaria importanza della musica. È soltanto in questo modo che la melodia riesce a collegarsi con l’immagine diventando una parte integrante del film. Questa caratterizzazione è una peculiarità delle colonne sonore perché devono essere scritte con accuratezza; commentano ed emozionano il pubblico in base alla melodia che viene scritta da un musicista, il quale deve necessariamente comprendere il messaggio del film.»

I giovani come percepiscono Visioninmusica?

«Non in maniera eccellente; purtroppo accade spesso che non vengono agli spettacoli perché sono prevenuti, in quanto la nostra rassegna musicale non rientra nel contesto a loro più consueto. Conviene sottolineare il forte cambiamento delle location dove ascoltare la musica registrato in questi ultimi anni. Ormai i giovani ascoltano la musica soltanto se sono motivati da un buon contesto, da un’ottima location dove sia possibile sorseggiare serenamente un buon boccale di birra. L’obiettivo della rassegna musicale è proprio quello di investire sulle nuove generazioni perché la musica è una porzione importante della cultura. Per sensibilizzare i giovani stiamo proponendo nuove soluzioni e nuovi contesti al fine di favorire questo pubblico, il quale deve conoscere la buona musica per aumentare la cultura e maturare una buona capacità critica.»

Scendiamo nel dettagliato e conosciamo la proposta musicale di Visioninmusica che apre la stagione, venerdì 18 gennaio 2019, con un autentico pezzo di storia della canzone d’autore: Fabio Concato. Presentare un musicista di questa importanza è superfluo ma è d’obbligo ricordare una nota sul suo programma: Fabio Concato offrirà al pubblico di Visioninmusica un compendio dei suoi 40 anni di attività artistica e musicale, espresso attraverso i suoi classici e i brani più recenti, arrangiati nuovamente e con gusto, in occasione di questa stagione di performance nei teatri.

Serena Brancale, in scena venerdì 1 febbraio, è definita “elettrica, virtuosa e vulcanica”: tre aggettivi che danno solo un’idea di questo nuovo, travolgente, talento italiano dalla voce duttile e versatile, in grado di interpretare con disinvoltura musica soul, pop, funk, jazz e R’n’B. Per Visioninmusica presenta “Vita d’artista”, il suo ultimo progetto nonché il titolo dell’album di imminente uscita.

Venerdì 15 febbraio sarà la volta di Anthony Strong: l’“English gentleman” che si ispira al pianismo di Oscar Peterson, Bill Evans, Wynton Kelly e alla vocalità di Frank Sinatra, Mel Torme e Nat King Cole. Un artista internazionale che sarà a Terni come tappa di un tour che ha toccato 26 paesi di 4 continenti.

Venerdì 1 marzo andrà in scena una produzione originale Visioninmusica in collaborazione con l’Ente Concerti di Pesaro: per la prima volta in Italia, Baptiste Herbin sarà accompagnato dal Massimo Morganti Quartet in un concerto che gli amanti del jazz non possono perdere. Un’inedita combinazione, frutto di contatti e connessioni, interpreterà brani dalle suadenti atmosfere dall’album Dreams and connection del talentuoso sassofonista francese. La serata sarà aperta alle 20:30 da un set del Luca Zennaro 5tet, una delle band vincitrici del Premio Tomorrow’s Jazz 2018, dedicato ai giovani talenti del jazz italiano, organizzato da Veneto Jazz nell’ambito del Bando Jazz promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Venerdì 15 marzo salirà sul palco dell’Auditorium Gazzoli Carmen Ferreri, frutto di quella fucina di talenti che è il primo talent show italiano: Amici. Il suo album “La complicità”, distribuito dalla Universal Music Italia, è entrato direttamente al terzo posto della classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia. Per i primi mesi del 2019 è prevista l’uscita del suo nuovo lavoro discografico: probabile anteprima a Visioninmusica.

Venerdì 29 marzo arriverà FORQ: un quartetto strumentale statunitense i cui concerti dal vivo sono sempre esperienze formidabili e travolgenti. La sua musica è definita jazz fusion, ma ciò suona riduttivo: chi conosce Snarky Puppy può farsi un’idea delle loro sonorità, due dei suoi membri vengono da lì. “Thrēq” (da pronunciare come l’inglese “threek”) è il loro ultimo album.

Si chiude venerdì 12 aprile con Simona Molinari e il suo Sbalzi d’amore tour. La passione per i musical di Broadway, l’amore per il jazz e l’improvvisazione, insieme ad una voce dalle sonorità afroamericane costituiscono la cifra stilistica di Simona Molinari, protagonista di un concerto dal taglio autobiografico che ripercorre la carriera di un’artista capace di collezionare prestigiose collaborazioni (Al Jarreau, Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Renzo Arbore, Massimo Ranieri ecc.) e preziosi riconoscimenti (Premio Mogol, il Premio Carosone, Premio Tenco ecc.).

Tutti gli spettacoli si svolgeranno all’Auditorium Gazzoli di Terni con inizio alle ore 21:00, ad eccezione di quelli di Baptiste Herbin, Carmen Ferreri e Simona Molinari programmati per le ore 21:30.

 

Francesco Fravolini

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