“TUTTI ZITTI”, UN INVITO ALLA RIVOLUZIONE CONTRO L’IMMOBILISMO DEI “SOLDATI DA DIVANO”!

La musica racconta sapientemente le preoccupanti situazioni sociali del XXI secolo quando ascoltiamo “Tutti zitti”, canzone della cantautrice fiorentina Giulia Ventisette, nella quale si percepisce la denuncia dei molteplici disagi dell’occupazione che investono i nostri giovani.

La melodia del brano, accurata e con un buon arrangiamento, riesce ad incidere nelle coscienze delle persone. La casa discografica è “La Stanza Nascosta Records” mentre “Tutti zitti”, trasmesso in anteprima da “Radio L’Olgiata Media Group”, è in rotazione su oltre ottanta emittenti radiofoniche dislocate sull’intero territorio nazionale. Il brano, sulla frustrazione silenziosa di un precariato condannato ad una condizione di castrante ricattabilità, si è aggiudicato il “Premio della Critica” durante il concorso per voci emergenti “Limatola Festival” ed il “Premio Under 35” di “Voci per la libertà-Una canzone per Amnesty”.

“Tutti zitti” è accompagnato dal videoclip ufficiale, girato presso la “Scuola di Musica Blue Note” (Campi Bisenzio, FI). La regia del videoclip, visibile sul canale YouTube della cantautrice e su quello dell’etichetta, è del filmaker e direttore della fotografia Daniele Pelacani, formatosi nel campo della comunicazione audiovisiva e multimediale.

Nella canzone “Tutti zitti”, autentico antidoto in musica al male generalizzato della rassegnazione, sembrano convivere empatia e valenza sociale; la scrittura ed il timbro vocale di Giulia Ventisette regalano al pubblico una topical song di immediato impatto emotivo, percorsa da una inedita verve malinconica. Musica Intorno si è confrontato con la musicista.

Giulia, potresti descriverci il momento storico dei giovani?

«Vivono un periodo molto triste, dove sono purtroppo protagoniste la solitudine, la sfiducia, la perdita dei valori e della speranza, affinché qualcosa possa migliorare. Proprio per questi motivi, la mia è una generazione destinata all’immobilità e al silenzio. Ecco perché l’arte è così importante, perché riesce a illuminare le tematiche lasciate spesso in ombra e restituisce la bellezza.»

Come reagire a questa situazione?

«Per reagire è necessario interrompere il silenzio, smettere di abbassare la testa e dire di sì, evitare di accettare qualunque condizione e imparare a sviluppare una propria opinione e un proprio senso critico, i quali possano permettere a tutti i giovani di avere idee indipendenti dall’ultima ‘sentenza’ uscita dalla televisione.»

Quali sono le soluzioni adeguate che vorresti suggerire?

«Le soluzioni sono semplici: affidarsi alla cultura e all’arte. Abbiamo bisogno di bellezza e di condivisione, perché soltanto in questo modo sarebbe possibile superare ogni barriera, al fine di sentirci tutti davvero più vicini per azzerare la paura.»

Qual è il messaggio della tua canzone?

«Il mio brano “Tutti zitti” è un invito alla rivoluzione. In questo mondo dove c’è troppa precarietà tendiamo tutti ad accontentarci di rispettare i nostri doveri, senza mai chiedere che ci vengano riconosciuti i nostri diritti. Vorrei che nessuno dovesse rinunciare alla propria dignità per paura di perdere il posto di lavoro. È necessario che questo silenzio venga interrotto e che si apra un dibattito costruttivo.»

Responsabilità e opportunità mancate nel terzo millennio. Come stai vivendo questa deriva sociale dove il precariato diventa il protagonista indiscusso dell’occupazione?

«Parlo da una posizione privilegiata, poiché ho un lavoro a tempo indeterminato: la mia prigione d’oro. Nonostante questo, ogni giorno che trascorre, mi rendo conto che non è affatto facile avere una propria serenità, poiché, pur avendo un buon lavoro, la precarietà si respira quotidianamente nell’aria. La musica diventa come una missione: è il mio modo per non stare zitta e per chiedere a chi mi ascolta di alzare la voce e farsi sentire.»

L’identità personale viene messa in discussione e la dignità di una persona derivante dal lavoro sfuma a piccoli passi. Quale modalità suggeriresti per reagire a questa preoccupante realtà sociale?

«Suggerisco la dinamicità. Quella facoltà di rimettersi in piedi velocemente dopo ogni difficoltà, per lottare e ottenere ciò che si desidera, senza incassare mai una resa. Le difficoltà ci sono per tutti, ma qualcuno ne approfitta per utilizzarle come scudo, per difendersi e giustificare la propria immobilità. Credo che una rivoluzione sia necessaria, ma che quest’ultima non possa mai nascere da un popolo di ‘soldati da divano e telecomando in mano’.»

Il dramma della mancanza di occupazione viene sollevato dalla melodia per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica. Il problema sta assumendo dimensioni preoccupanti, è fondamentale qualsiasi intervento che possa aiutare a trovare una soluzione nel breve periodo.

TUTTI ZITTI – CREDITS

Autore testo: Giulia Ventisette

Compositori musica: Giulia Ventisette, Franco Poggiali

Chitarra acustica, chitarra elettrica e Basso: Vieri Sturlini

Programmazioni e mixaggio: Franco Poggiali

Batteria: Claudio del Signore

Sito internet: https://giuliaventisette.webnode.it/

Francesco Fravolini

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