RECUERDO, LA STORIA DEL TANGO ATTRAVERSO I SENTIMENTI E LE PASSIONI TRAVOLGENTI DE LE VALENTINE

La coppia artistica Le Valentine interpreta melodie originali e classici riveduti in chiave personalizzata, sapientemente arricchiti dalla assortita professionalità: Valentina Cesarini, fisarmonicista, bando neonista e compositrice; Valentina Rossi, compositrice e cantante jazz.

Le Valentine salgono sul paco per presentare in anteprima assoluta, venerdì 21 dicembre 2018, presso il Teatro della Concordia a Monte Castello di Vibion, in provincia di Perugia, (il più piccolo teatro d’Italia e d’Europa) Recuerdo (AlfaMusic, 2018), il loro primo album in uscita a gennaio 2019. Sono in tutto undici le tracce tra brani originali e riletture di grandi classici firmate Le Valentine, che vogliono raccontare la storia del tango attraverso i sentimenti e le passioni travolgenti, ma anche con un linguaggio musicale moderno: un omaggio agli artisti di un tempo e di oggi che hanno lasciato come patrimonio musicale le melodie indimenticabili.

Sono due artiste, due donne, due anime che si incontrano fra le melodie di una musica che nel passato si confonde indissolubilmente con il presente: il tango. Questo genere musicale nasceva più di 100 anni fa da musicisti emigrati italiani: uomini che avevano nel cuore la nostalgia della patria lontana e la durezza di una vita difficile. L’emigrazione che ha caratterizzato l’Italia nel secolo scorso è un momento storico da ricordare perché in quel periodo sono state prodotte famose opere musicali e letterarie, proprio per evidenziare la sofferenza di vivere lontano dalla propria nazione. Ed è proprio questa sofferenza che si trasforma in grande creatività musicale e letteraria sottolineando e raccontando momenti storici nei quali gli italiani hanno vissuto periodi problematici ma anche risolutivi per la loro situazione personale.

La migrazione è un fenomeno costante che non può essere relegato in un particolare momento della storia perché spesso si lascia il proprio paese per trovare altre situazioni lavorative o addirittura per necessità impellenti. È un fenomeno sociale che diventerà sempre più spesso una risorsa economica, soltanto se gestita adeguatamente dalle nazioni che saranno chiamate ad accogliere popolazioni di un altro paese, con abitudini differenti che conferiscono il valore aggiunto, troppo spesso dimenticato o addirittura sottovalutato.

Per comprendere il valore della melodia musicale del tango e delle sue radici storiche, Valentina Rossi e Valentina Cesarini intendono soffermare la loro riflessione su alcuni aspetti peculiari di questo genere musicale.

Che linguaggio comunica il tango?

«Il tango è una danza, una musica, ma anche un ambiente nel quale il linguaggio ha un posto tutto particolare. Il tango è un modo di esprimere i sentimenti; è una poesia, una letteratura. Gli autori dei testi di tango partecipano al suo sviluppo allo stesso modo dei ballerini e dei musicisti. Il tango ha trovato un posto nel teatro, nel cinema, perfino nella danza contemporanea, divenendo a pieno titolo un momento della cultura del XX secolo.»

La melodia e il movimento del corpo in che modo contraddistinguono questa danza?

«Lo sguardo, l’avvicinamento “esplorativo” e l’abbraccio sono le prime sinuose gestualità di una coppia di ballerini di tango. Il ruolo dell’uomo è guidare, proporre una successione di movimenti, di figure alla sua dama che è in attesa, in ascolto. Entrambi vivono quel magico momento in un’ottica di improvvisazione. Il buon cavaliere opera una negoziazione tra ciò che lui anticipa a livello di sensazione e ciò che la musica gli propone. La negoziazione tra rappresentazione del movimento e ciò che la melodia propone si fa all’istante.»

Questo brano musicale cosa vuole trasmettere?

«Improntati sullo stile del Nuevo Tango raccontano scenari di vita vissuta. La musica è il più efficace mezzo che abbiamo per narrare, parlare di noi, far provare emozioni al pubblico con il quale – entrando in sintonia – si percorre un cammino immaginifico insieme; noi intendiamo far questo attraverso parole e melodie.»

L’emozione del tango coinvolge le persone. Può diventare un’ottima manifestazione di inclusione sociale?

«Il potere “inclusivo” di questa danza si era già manifestato alle origini. Da un tango di sobborgo, profondamente legato agli ambienti più umili, questa danza “dirompe” nei saloni, nei cabaret ma anche nella cultura popolare. Laddove trapela il sentimento, il pathos, l’eros, l’umano non può fare a meno di attivarsi. Ce lo insegnava già Sigmund Freud [… sono queste le pulsioni primarie, fortissime, ancestrali che caratterizzano l’essere umano… cit. Sigmund Freud “Introduzione alla psicoanalisi”].»

 

Francesco Fravolini

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