GIULIA DIAMOND, NATA PER SPLENDERE

Di Gino Morabito –

Dietro il nome anagrafico Giulia Ceci c’è una donna che ha scelto di esporsi, reinventarsi e dominare il gioco con intelligenza e carisma. Sguardo che sfida e presenza che cattura: non interpreta solo un ruolo, lo controlla. Tra set internazionali e visibilità digitale, il suo corpo diventa linguaggio, il suo nome un manifesto. Provocatoria sì, ma mai casuale, la sua è una seduzione consapevole, che ribalta cliché e mette al centro potere, desiderio e autodeterminazione. In un’industria dell’adult entertainment che vive di eccessi, Giulia Diamond sceglie di essere memorabile.

Un nome d’arte o una dichiarazione d’intenti?

«Giulia è il mio vero nome. Diamond perché, come i diamanti Swarovski, adoro tutto ciò che brilla, che è magia, seduce e impreziosisce il corpo di una donna.»

Un brand che oggi circola a livello internazionale. C’è stato un momento preciso in cui ha capito che il porno non sarebbe stato solo una parentesi, ma una scelta consapevole e definitiva?

«Il porno è stato da subito una scelta consapevole e definitiva. Avrei voluto iniziare molto prima, e sicuramente erano tempi migliori per il genere, ma non ero pronta.»

L’industria per adulti è spesso raccontata attraverso stereotipi.

«Uno su tutti è che purtroppo etichettano noi pornostar come persone che fanno sesso in continuazione con sconosciuti. Invece, almeno per quanto mi riguarda, ma sentendo anche parecchie colleghe, abbiamo una vita sessuale molto tranquilla. Addirittura più riservata di altre donne che invece fanno lavori “normali”.»

In un settore che vive di esposizione estrema, il confine lo decide lei o il mercato?

«Decido io cosa fare e quali sono i limiti da non oltrepassare. Voglio diventare un’icona del porno e sto cercando di costruire un personaggio che venga ricordato nel tempo, come una vera artista.»

Il suo corpo è il suo capitale. Più padrona o più prodotto?

«Non mi sento costretta a fare nulla. Il mio corpo lo curo, com’è giusto che sia, indipendentemente dal fatto che sia una pornostar. Ovviamente, lavorando con la mia immagine, devo usare la massima attenzione nella cura del personaggio e degli spettacoli che propongo.»

Si è mai sentita giudicata più come donna che come professionista?

«Mi sono spesso sentita giudicata, soprattutto come donna, da finti perbenisti e da bigotti. A volte, mi capita di ricevere delle critiche anche come professionista, ma provengono da chi è invidioso della mia carriera.»

Ha mai dovuto giustificare la sua intelligenza, la sua cultura o le sue ambizioni solo perché fa questo mestiere?

«Sì, spesso. La gente pensa che, facendo questo lavoro, tu non possa essere una persona intelligente, con dei valori e una certa cultura anche. Si sbaglia di grosso! Sono una donna a cui piace apprendere, costruire, conoscere, migliorarsi il più possibile.»

Quando ha detto per la prima volta “faccio porno” ad alta voce, chi le ha voltato le spalle?

«Quando ho scelto di intraprendere questo percorso, parecchie persone mi hanno voltato le spalle: in primis la mia famiglia, con la quale, nel tempo, ho poi recuperato il rapporto. Ma ho perso molte amicizie.»

L’hard è ancora una scelta scandalosa per una donna, o è scandaloso che lo sia ancora?

«È assolutamente scandaloso che lo sia ancora! Ognuno di noi ha la libertà di scegliere cosa vuole diventare nella vita, chi vuole essere. Il porno è una scelta lavorativa, e non è giusto che – ancora oggi – le persone che fanno parte di questo mondo vengano discriminate.»

Libera, impetuosa, avvolta di accattivante sensualità. Si sente un’icona di libertà o una provocatrice?

«Mi sento un’icona di fascino, bellezza, libertà, sensualità, femminilità, erotismo ed eleganza. Mi piace provocare, ma con stile, senza mai essere volgare. Chi si sente a disagio guardando le mie foto o i miei video, beh, il problema è suo, non mio.»

C’è qualcosa che il pubblico pensa di sapere su di lei… ma che in realtà è completamente falso?

«Sui social, qualcuno mi accusa di essere una poco di buono. Allora cerco di far conoscere anche la Giulia durante la sua quotidianità, e questo lo esprimo soprattutto sul mio OnlyFans. Provo a mostrarmi al di là del personaggio che sono diventata.»

Ha mai avuto paura che Giulia Diamond potesse “mangiare” Giulia Ceci?

«Il mio lavoro si prende gran parte della mia giornata. Vorrei riuscire a dedicare più tempo a me stessa, a Giulia Ceci. Spesso, ho come la sensazione che stia perdendo la vera me stessa per far posto alla vita da pornostar.»

Qual è la domanda che nessuno ha mai avuto il coraggio di farle, ma che meriterebbe una risposta?

«Mi piacerebbe che le persone che mi seguono, ma anche quelle che frequento, mi chiedessero se sia veramente felice o se mi manchi qualcosa.»

Guardando al futuro, dove si vede tra cinque anni?

«Sarò ancora una pornostar, e lo sarò per sempre. Più nell’immediato, invece, ci sono in ballo due progetti esplosivi che non vedo l’ora di annunciare. Per scoprirli, seguitemi sui miei social.»

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