“STAZIONI LUNARI” CHIAMANO TERRA. QUI CARMEN CONSOLI

 

Consoli con spartito_musicaintornoL’avevamo lasciata con la narrazione teatrale di una piccola magia e la ritroviamo in orbita alla volta delle “Stazioni Lunari”, i prossimi 12 e 21 luglio, rispettivamente a Roma e Milano. Lei, la diva con la chitarra, è la nostra Cantantessa dalla forte identità personale e dall’indiscusso talento. L’evento è unico nel suo genere: condividono il palco artisti di straordinaria levatura, un vero e proprio cast stellare che dialoga assieme, al suono dell’apertura e dello scambio. Brunori Sas, Ex-CSI (Maroccolo, Canali, Zamboni), Max Gazzè e Carmen Consoli, disposti su quattro diverse pedane che abbracciano virtualmente Ginevra Di Marco (padrona di casa) e la sua band. Interagiscono con lei e tra di loro, in una fusione musicale che travalica stili e generi: c’è chi suona, chi contrappunta, chi armonizza con la voce, chi improvvisa, chi semplicemente sorride o si concentra nell’ascolto dell’altro. Un viaggio attraverso quella musica “popolare” che fa rima con tradizione e aggregazione, al di là di ogni etichetta. “Stazioni Lunari” come simbolo di continuità col nostro passato e parte attiva del patrimonio artistico e culturale del nostro futuro. Noi abbiamo raggiunto Carmen prima della partenza, per confrontarci su bellezza, ignoranza, sublime apparenza. Dappoi la Cantantessa – pronta come sempre a decollare in controtendenza – ha imbracciato la sua chitarra spaziotempo, alla conquista di nuovi palchi.

Stazioni Lunari come punto di osservazione privilegiato sulla dimensione terrestre. In una società liquida – come la nostra – che ci rende mediamente isterici, cosa riesci a vedere non molto lontano da qui?

«Senza fare previsioni ecologiche troppo distanti, mi piacerebbe che nella mia città circolassero i mezzi elettrici, vedere la gente più attenta all’ecosistema, soprattutto al mare che è una grandissima risorsa che abbiamo; mi piacerebbe continuare a vedere la gente solidale – come lo è già –, aspetto che, nella nostra terra, è un valore aggiunto; mi piacerebbe finalmente vederla riuscire a brillare – la gente – per ciò che merita. Pensando a mio figlio e ai figli di mio figlio, mi auguro che, in un futuro ormai prossimo, partendo ognuno dal luogo in cui viviamo, riuscissimo a prenderci cura del nostro pianeta.»

Stazioni Lunari_musicaintorno

Non parli di te quasi mai, preferendo – in musica – la descrizione delle altrui vite. Qual è il racconto in cui ti identifichi maggiormente?

 «Identificazione, quello no! Diciamo che ho una certa compassione – nel significato latino del termine – per tutti i personaggi che descrivo: patisco con loro le varie vicissitudini e con loro simpatizzo.»

Peppino Impastato diceva che se si insegnasse alla gente la bellezza, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. Forse perché in Sicilia (come nei tanti Sud del mondo) l’ignoranza ci viene insegnata da piccoli?

«No, non ci viene insegnata l’ignoranza! Noi, tra l’altro, abbiamo un patrimonio genetico niente affatto trascurabile. Anzi, diciamo pure che la stessa lingua italiana deve alla Sicilia la propria nascita. La verità è che, oggi più che mai, e Peppino Impastato riuscì a prevedere quello che sarebbe successo, regna l’ignoranza. Diamo per scontato quello che ci dicono i media, non sapendo che magari certe informazioni sono veicolate da interessi specifici. È questa la vera ignoranza! Va da sé che la bruttezza è ciò che rovina la bellezza. La bellezza ha bisogno di tempo, per essere compresa. Non si può consumare un libro nell’arco di un tweet, occorre tempo per dedicarsi alla bellezza e scoprirne le potenzialità. Oggi si vuole tutto e subito, dal fast food all’istant song, ma questo – inevitabilmente – permetterà l’ingresso di malattie sociali e psicologiche gravissime.»

“Narciso, sublime apparenza e proverbiale egoismo nelle intenzioni”. Quali sono le parole di burro che ti danno più fastidio?

«Sono quelle in presenza di lattosio e di caseina, che procurano gravissime infiammazioni e predispongono al cancro. Mi infastidiscono le parole malsane.»

Il 10 luglio 2013 viene alla luce Carlo Giuseppe, ed è un cambiamento epocale. Cos’è rimasto in Carmen di quella famosa bambina impertinente?

«Un po’ tutto, perché fondamentalmente a me piace andare in controtendenza.»

 

Gino Morabito

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