IL COMPLEANNO DI ALESSANDRA CELLETTI

Alessandra CellettiSatie1_musicaintornoIl 2016 pianistico vive una speciale congiunzione di date: al 150esimo della nascita di Erik Satie scopriamo associabile il 50esimo compleanno della nota pianista e compositrice Alessandra Celletti.

Non capita spesso una combinazione di queste e la prolifica artista romana, da sempre legata al celebre musicista francese, tanto da diventarne raffinata interprete di riferimento mondiale, non si è lasciata sfuggire l’occasione di festeggiarne la unicità riservandoci un regalo speciale.

L’abbiamo cercata incuriositi dal suo nuovo progetto “50/150 working on Satie” nato sul web e, trovata in quell’equilibrio tra due bellezze – la donna e l’artista -, ci ha raccontato delle sue nuove musiche originali, di sogni, visioni e colori ad esse legati.

Alessandra, avevamo lasciato Satie nei tuoi primi lavori discografici. Quello di oggi è un ritorno o una ripartenza?

«Forse né l’uno né l’altra. Non mi sembra di tornare indietro, ma non ho neanche la sensazione di essermi mai fermata. E quindi come potrei ripartire? Semplicemente con la musica si viaggia sempre e in questo percorso Satie è un mio compagno fedele.»

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Si può interpretare la musica di ieri diversamente da ieri?

«Per quanto mi riguarda è l’unica possibilità. Non sono mai stata interessata ad un approccio filologico che mi risulterebbe freddo e astratto. Per me la musica è qualcosa che non si può intrappolare, né fermare in alcun modo e ha senso solo se immersa nel presente e nella contemporaneità, anche se si suona un autore del ‘600.»

Il tuo ultimo lavoro, “50/150 Working on Satie”, lanciato con un progetto di crowdfunding sulla piattaforma Musicraiser, ha riscontrato uno straordinario sostegno. Che idea ti sei fatta del mondo discografico di oggi?

«Il mondo dell’industria discografica è sicuramente in difficoltà perché la fruizione musicale cambia continuamente e con grande rapidità. Penso che molte case discografiche trattino gli artisti come “prodotti di mercato” e questa cosa mi sembra piuttosto triste. Come in tutte le cose però non si può generalizzare e infatti la mia esperienza con le etichette discografiche è stata fino ad oggi molto positiva e interessante. Dopo un esordio nel ’94 con un’autoproduzione ho realizzato 5 album per la Kha Records, un’etichetta italiana indipendente molto raffinata che è stata definita l’”Ecm italiana”. Successivamente un mio lavoro è stato prodotto dalla Ltm, etichetta inglese che ha un catalogo molto vasto comprendente un gruppo come i Tuxedomoon.

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Poi, ho avuto la grande fortuna di avere dal 2008 un produttore come Michael Sheppard, che ha fatto della musica e della sua “Transparency” l’unica grande ragione di vita. Con lui ho realizzato tutti i miei ultimi lavori, tra cui uno con Hans Joachim Roedelius (compositore tedesco considerato tra i massimi esponenti della musica elettronica, ndr). Avevamo molti altri progetti e Michael Sheppard avrebbe desiderato realizzare anche questo mio omaggio a Satie… Purtoppo Michael ci ha lasciato a marzo di quest’anno e per me è venuto a mancare un riferimento davvero speciale, fatto di estremo rispetto, di entusiasmo e di una stima incondizionata. Ma devo dire che mi sento fortunata perché le persone mi vogliono bene e amano quello che faccio.

Alessandra CellettiSatie4_musicaintornoCosì attraverso Musicraiser e alla generosità dei tanti che seguono il mio lavoro ho potuto trasformare in realtà anche questo nuovo progetto dedicato a Erik Satie.

Ad alcuni giorni dalla chiusura, la produzione era già una certezza,

anche perché abbiamo avuto il contributo importante da parte di uno “sponsor superstar” che porta il nome (e non a caso) di Stravinskij: due ragazzi proprietari di una pizzeria di Roma hanno infatti deciso di devolvere parte dei loro guadagni al sostegno di progetti artistici e musicali e “50/150 Working on Satie” è tra i fortunati destinatari.»

Nel recente passato ti abbiamo vista in giro per lo Stivale a suonare su di un camion con il progetto “Piano piano on the road”, in viaggio incontro al tuo pubblico, raggiunto anche nei posti più impensati. Quanto è importante trovare spazi per comunicare e cosa significa comunicare per Alessandra Celletti?

«Comunicare è la cosa più importante e farlo attraverso la musica è bellissimo perché si annulla qualsiasi mediazione e si stabilisce un contatto diretto e immediato. Quel viaggio col pianoforte sul camion è stato davvero straordinario e ha potenziato ancora di più questa fusione. Suonare in un bosco, o su una montagna, o in riva al mare… incontrare gli sguardi delle persone dentro ai suoni… davvero un’esperienza magica.»

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A 50 anni, pensi di avere realizzato il tuo sogno?

«La bellezza di un sogno è quella di generarne di nuovi e di prendere sempre nuove forme.»

Ci spieghi in cosa consiste la collaborazione con l’artista Onze, innovativo illustratore al secolo Stefano Centonze, nel tuo nuovo progetto?

«Per il 150esimo anniversario della nascita di Satie desideravo realizzare qualcosa di speciale che potesse evidenziare il profondo legame che sento con il suo mondo poetico.

Così ho deciso di dedicare a lui delle composizioni ispirate alle sue atmosfere “segrete” e surreali. Ma desideravo anche fare qualcosa di più: disegnare dei paesaggi incantati dove far scorrere le note: per questo mi sono rivolta a Onze, di cui conoscevo l’attitudine al surrealismo e la fantasia onirica. Insieme stiamo lavorando su due fronti: quello del live (il 27 ottobre saremo in scena per il RomaEuropa Festival) e la realizzazione del cd e del dvd.»

Il tuo Satie preferito e la tua composizione più riuscita?

«Di Satie amo le atmosfere più intime, quelle che si respirano nelle Gymnopedies e nelle Gnossiennes, non a caso i suoi brani più celebri. In particolare sono legata alla Premier Gnossienne: la suono sempre nei momenti cruciali della mia vita, come se avesse in sé un potere speciale.»

Cosa fa Alessandra quando non suona?

«Per la maggior parte del tempo gioca col suo amato gatto.»

Ti conosciamo visionaria, le tue composizioni, gioielli di una invenzione eterea, sono spesso accompagnate dal personaggio “Celletti”, frequentemente vestito a fiaba. Quanto conta stupire?

«Lo stupore è ciò che alimenta la vita.»

Dove va Alessandra?

«Un po’ a zig zag… ma verso la felicità.»

 

 

Giuseppe Sanalitro

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