SONO QUI. WALTER FONTANA SI RACCONTA

 

Walter Fontana Sono qui1_musicaintorno«Il sentimento più importante per me e che riprendo spesso nei miei brani è l’amore. È il più presente in ognuno di noi, ed è doveroso rendergli omaggio.»

È questo l’avvio di una lunga chiacchierata con Walter Fontana, che ci racconta il suo rinnovato esserci.

 

«I valori più importanti» continuando l’artista di Vicenza «sono la famiglia, gli amici e la voglia di vivere la vita, anche quando cerca di metterti i bastoni tra le ruote. Non bisogna mai avere rimpianti né rimorsi, perché comunque qualsiasi momento è un tassello che ti porta ad essere la persona che sei oggi.» L’ex leader dei Lost è cresciuto, ma è affamato di vita e di emozioni più che mai. Un ragazzo genuino che si è fatto amare da tutti, quando con i Lost calcava i palchi di TRL, portando il movimento pop emocore in Italia. Oggi torna con Sono qui, un lavoro musicalmente interessante e dalle collaborazioni importanti e variopinte.

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Il tuo album si intitola Sono qui, espressione di una forte presenza in un luogo. Dov’eri prima, e soprattutto dove ci trovavamo noi rispetto alla tua musica?

«Be’… dopo l’esperienza importante che ho fatto con i Lost avevo bisogno di staccare la spina e di ritornare alla vita normale, quindi mi sono preso un po’ di tempo per vivere, per viverla questa vita, e sono tornato nella mia vecchia città, dai miei vecchi amici, dalla mia famiglia. Ho iniziato a vivere come un ragazzo di 25 anni (adesso ne ho 30), facendo esperienza e conoscendo persone nuove. Tutto questo, nel frattempo, ho cominciato a riversarlo nei miei testi e nelle mie canzoni, per arrivare finalmente al nuovo disco che ripercorre gli ultimi cinque anni.»

Quanto è passato dei Lost – in termini di contaminazioni e attitudini – e in che modo si coniuga l’esperienza del viaggio nel nuovo album?

«Avendo scritto sempre io i brani dei Lost, è stato un continuum. Il mio modo di scrivere è sempre stato quello e chiaramente è stato influenzato da tutti gli ascolti fatti negli ultimi anni: quindi ho riversato tutte quelle contaminazioni all’interno del disco… Il viaggio è molto importante perché consente di fare nuove esperienze e di conoscere nuove persone che ti permettono di vivere davvero la vita e di avere qualcosa da dire.»

Walter Fontana Sono qui4_musicaintornoL’album vanta collaborazioni e partecipazioni importanti, Jethro Sheeran è un bel colpo, ma perché non arrivare al cugino Ed? La “A bombazza” di Brumotti non è stato forse abbastanza stimolante e motivante?

«Sarebbe anche troppo bello! So che comunque Ed ha visto il video e gli è piaciuto molto. Già, avere una collaborazione con Jethro, è stato davvero importante, anche perché è nata prima un’amicizia e, quando un giorno ci siamo trovati, gli ho fatto ascoltare il disco e lui ha affermato:

“Non so quello che stai dicendo nelle canzoni perché non capisco niente d’italiano, ma voglio esserci”. In due giorni lui ha scritto la sua parte, gli ho parlato del tema che tratto nella canzone e ha iniziato a registrare.»

Prima si faceva cenno a Brumotti… Perfetto è il primo singolo, curiosa la sua regia del videoclip. Com’è nata quella collaborazione?

«Con Brumotti ci siamo conosciuti un paio di anni fa ad una festa a Milano, tramite persone in comune, ed è nata un’amicizia. Il disco è bello perché ho coinvolto amici che hanno creduto nel progetto. Brumotti – per l’occasione – è sceso dalla bicicletta, per mettersi dietro la macchina da presa, anche se ti confesso che ha tentato in tutti i modi di trasferirmi un po’ della sua bella pazzia: mi ha fatto andare in mezzo al mare con la tavola da surf, faceva un freddo allucinante e oltretutto era la prima volta che andavo su una tavola da surf. Ma è stato divertente e devo dire che lui, oltre ad essere un grande sportivo, è anche un grande regista.»

L’album è impreziosito anche dalla collaborazione di Giovanni Caccamo, la sua presenza si percepisce nell’intessitura dei brani e nella musica. Perché questa scelta?

«Con Giovanni abbiamo messo su qualche brano che io avevo già scritto, però volevo che certe parole fossero messe a fuoco e – grazie a lui – abbiamo trovato la strada giusta. Poi – generosamente – ha voluto regalarmi un brano che si chiama Corro. Corro per questa mia nuova avventura.»

Con i Lost e i tuoi singoli hai regalato tante emozioni nei pomeriggi adolescenziali su MTV. Quali corde tocca adesso la tua musica?

«Credo che le canzoni del nuovo album possano arrivare a molte persone. Il mio modo di scrivere è molto diretto, non mi piace utilizzare troppe metafore e fare la persona che ricerca termini difficili. Mi piace pensare che la canzone sia come una conversazione con una persona e questo potrebbe rivelarsi un vantaggio, sia per me, sia per chi andrà ad ascoltarmi.»

 

 

Alberto Sparacino

 

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