ROCCO HUNT, IL RAPPER DI STRADA CHE CE L’HA FATTA

Di Gino Morabito –

È cresciuto ai bordi di periferia, dove la strada lo avrebbe potuto inghiottire. Affamato di vita, di emozioni, di conoscenze, il suo rap è diventato l’espressione di un punto di vista generazionale. Il “poeta urbano” di Salerno ce l’ha fatta: nel tempo si è costruito una solida carriera da hitmaker realizzando la sua musica che viaggia nel mondo.

Rocco Hunt pubblica “Ragazzo di giù” e lo presenta live in giro per la Penisola. Dopo lo straordinario successo registrato alla Reggia di Caserta, il tour estivo, prodotto e organizzato da Vivo Concerti, si concluderà il 6 ottobre all’Unipol Forum di Milano.

L’affermazione della propria identità è il focus del nuovo progetto.

«Ho avuto l’opportunità di mostrare il mio nuovo modo di essere, non snaturando però il cammino fatto fino a questo momento, sia sul piano personale che professionale. Un viaggio a ritroso nella mia musica, senza mai dimenticare l’evoluzione che è ancora in atto.»

Figlio di quel Sud, da cui si è costretti a emigrare per trovare un’opportunità altrove.

«Una volta scrollato di dosso quel pregiudizio che ci segue come un’ombra, da tutto questo folclore può nascere qualcosa di bello su cui costruire. A me non preoccupa tanto il ripartire, che rappresenta comunque una crescita, mi spaventa piuttosto il non poter più tornare alle radici.»

Con un mercato discografico di prodotti usa e getta, che mai come in questo momento presta così grande attenzione ai numeri, si fa fatica a credere ancora che a’ music è speranz.

«Mi sento fortunato perché ho fatto della mia passione per la musica la mia vita. Sarebbe un onore se i ragazzi vedessero in me un esempio positivo, la testimonianza di chi, con grande fatica, ha coronato il proprio sogno.»

All’indomani dalla vittoria nelle “Nuove proposte” di Sanremo, Pino Daniele lo esortò a non perdersi in questa ammuina, in questa confusione.

«Il fatto che, dalla mia Salerno, sia ancora qui a raccontarmi, significa che in qualche modo mi sono distinto. E questo è per me motivo di grande soddisfazione.»

Cresciuto nel quartiere di Pastena, ha bruciato le tappe facendo incetta di dischi d’oro e di platino. Ma non è stato travolto dal successo.

«Ho sempre avuto la mia famiglia alle spalle che mi ha aiutato a rimanere con i piedi per terra. Mia madre e mio padre, due persone umili, due lavoratori che ancora oggi si svegliano la mattina presto e vanno a faticare per dare l’esempio a me e ai miei fratelli. Grazie a loro ho imparato a guardare non solo chi mi stava davanti ma soprattutto chi mi stava dietro.»

Un caso raro di rapper di strada che ha ottenuto un consenso largo, mantenendo il rispetto della scena.

«Non c’è stato nulla di architettato, di programmato. Semplicemente sono rimasto me stesso. Credo che, alla fine, questa verità arrivi alle persone.»

Oggi Rocco Hunt sente di appartenere a tutti.

«Ho avuto la fortuna di entrare nelle case di milioni di persone restando fedele al Rocco degli inizi. Nonostante in questi quindici anni sia cambiato il contorno, mantengo sempre quell’umanità che spero mi caratterizzerà per sempre.»

Il 19 marzo 2017 è nato il figlio Giovanni che lo ha reso padre a soli ventitré anni.

«Mettere al mondo dei figli resta comunque un grande atto di responsabilità. Per me è stata, senza alcun dubbio, la scelta più bella della mia vita.»

Sicuramente nu juorno buono.

«Quando stai bene con te stesso e con gli altri, non hai rimpianti del passato ma sana ambizione per il futuro.»

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