LE DEVA, DONNE LIBERE CHE CANTANO I SENTIMENTI

Raccontano e si raccontano come donne libere e genuine, ma anche amiche unite dalla loro complicità. Le Deva cantano i sentimenti e la voglia di sentirsi slegate da qualsiasi vincolo, ci ricordano che la forza risiede dentro noi stessi e che ci sono precisi percorsi da compiere per capire chi vogliamo essere.

Roberta Pompa, Verdiana, Greta Manuzi e Laura Bono compongono successi che le mettono in cima alla classifica. Le voci strepitose e la potenza della loro musica colpisce già dai primi singoli: “L’amore merita” e “L’origine” sono brani che parlano di coraggio, emozioni, storie di vita vera.

I loro testi cantano dei sogni e delle paure; delle dicotomie fra libertà mentali e paranoie; dei segreti degli amanti; della difficoltà di trovare un equilibrio, prima di scoprire che bisogna riuscire a convivere con sé stessi per non perderlo.

Musica Intorno ha avuto il piacere di confrontarsi con Roberta Pompa, che ci ha raccontato l’esperienza di una donna e artista, interprete delle fragilità dell’anima.

Roberta, perché “A.I.U.T.O.”?

«Volevamo metterci a nudo con i fan, cantare un singolo che rimanesse impresso nei cuori di chi lo ascolta come ha fatto “L’amore merita”. Abbiamo deciso di affrontare i problemi dell’anima, tematiche molto delicate che hanno visto protagoniste noi stesse. “A.I.U.T.O.” rappresenta tutti i problemi della vita e dell’animo, che tu sia un artista, un insegnante o un impiegato. Le Deva vogliono far luce sui momenti bui che è necessario affrontare per rimanere a galla e proteggere le fragilità dell’animo: Angoscia, Inquietudine, Umiliazione, Tormento, Ostacolo.»

Potrebbe anche essere interpretato come un grido di speranza!?

«Assolutamente sì! Per chi lo ascolta e per chi lo canta. Abbiamo deciso di chiamare così questo brano perché è un grido di liberazione vero e proprio. Volevamo combattere con le nostre parole quel male invisibile che può colpire l’animo e lo spirito. La canzone parla anche di questo: della forza che hanno le donne si rialzarsi.»

Cos’hai provato nel sentirla completata?

«“A.I.U.T.O.” mi ha riportata ai momenti passati, mi ha ricordato cosa significa vivere periodi no e cercare la volontà di reagire. Cantarla mi ha fatto provare una sensazione di libertà, che vale per tutte le volte in cui mi sono sentita oppressa. Sono fiera di essere riuscita ad esprimere me stessa!»

Parlavi della forza e del coraggio che abbiamo noi donne di vivere e raccontarci. Qual è il pensiero del vostro quartetto tutto al femminile riguardo alle donne e al mondo della musica emergente?

«È un percorso tortuoso, tutto in salita. Nella musica e nella vita ci saranno sempre persone pronte a darti contro e a dire che gli ostacoli non si possono superare. Ma voi non credeteci, perché niente e nessuno può impedire a una donna di ottenere ciò che vuole.»

Cosa significa per voi essere Le Deva?

«Siamo tutte donne diverse, molto forti anche nelle nostre fragilità. Essere in quattro è significato per noi unire quattro forze, che sono poi esplose come una bomba ad orologeria.»

Qual è la regola d’oro per convivere tra amicizia e lavoro?

«L’unica regola per durare nel tempo è essere sincere. Si tratta di un compito molto difficile, ma l’unico con una finalità costruttiva, di aiuto e serenità. Siamo vincenti perché siamo diversissime fra noi e abbiamo un rapporto fraterno. Questo significa che, se dobbiamo dirci: “Sei una stronza!”, lo facciamo senza mezzi termini. Anche a costo di tirarci una valigia addosso, ci diciamo in faccia la verità… ma siamo come sorelle e ci vogliamo un bene dell’anima!»

Il vostro gruppo rappresenta l’antitesi della guerra Eva contro Eva ma come risolvete i conflitti interni alla band?

«Ormai abbiamo imparato a conoscerci bene. Sappiamo chi ha bisogno di sbollire, chi di sfogarsi un po’, chi di essere compresa… Si alza sempre un uragano che poi si placa e si spegne, si inizia a ragionare e ci si chiede scusa. Finiamo sempre con un abbraccio.»

Com’è cambiata la vita di Roberta Pompa negli ultimi anni?

«Sono cambiata e cresciuta tanto, e questo lo devo soprattutto a Le Deva e al team di lavoro, che mi hanno dato la possibilità di farmi riscoprire più sveglia, più attiva, più forte. Mi hanno spronato a fare di più e ad essere sicura di me stessa.»

Che consiglio daresti a tutte quelle ragazze che vorrebbero avvicinarsi al mondo della musica?

«Essere gentili. Gentilezza che non vuol dire farsi mettere i piedi in testa, ma significa tirare fuori il proprio carattere e fare emergere la propria passione, se si intende coltivarla davvero. C’è un detto in cui mi riconosco appieno: “Chi la dura la vince”… ed è proprio vero!»

 

Caterina Mela Moretti

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