GIONNYSCANDAL, DA TRAPPER AD ALFIERE DEL POP PUNK

Di Paolo Miano

Anti è il titolo del nuovo album di GionnyScandal, artista non convenzionale che si mostra realmente per quello che è, senza fardelli e inutili congetture.

Una precisa dichiarazione di intenti rispetto al cambio di direzione intrapreso con questo nuovo disco, dal trap al pop punk, genere già esplorato con il singolo Salvami.

Durante la quarantena entra in studio con il suo produttore per lavorare al nuovo disco che, nelle intenzioni, doveva essere un prosieguo del precedente Black mood.

«Ben presto mi sono reso conto di non essere soddisfatto delle canzoni che uscivano, mi sentivo bloccato nello scrivere. Poi, mentre suonavo la chitarra, mi è venuta l’idea di rigirare in chiave pop punk il brano su cui stavamo lavorando e così ho capito che quello era il genere che avevo voglia di suonare, smettendo di pensare al mercato per potermi esprimere liberamente. “Anti” vuole essere un messaggio di libertà, non solo rispetto alle scelte musicali ma anche alle scelte di vita.»

Una scelta coraggiosa, quella di abbracciare un genere musicale che è sparito dalle classifiche di vendita da circa una decina di anni.

«Con questo progetto mi piacerebbe riportare all’interno dell’industria discografica italiana un genere caduto un po’ in disgrazia, ma che potrebbe rubare la scena alla trap che attualmente monopolizza il mercato. Vorrei che il mio album riuscisse ad ispirare i ragazzini ad imparare a suonare la chitarra o un altro strumento. È per questo che nel merchandising del disco ho voluto inserire un plettro.»

Una svolta impreziosita dalla collaborazione con Pierre Bouvier dei Simple Plan, uno dei gruppi più importanti della scena pop punk.

«La collaborazione con Pierre è stata la realizzazione di un sogno, essendo uno degli idoli di cui avevo il poster nella mia cameretta. Tutto è nato dall’esigenza di dare credibilità a questa mia svolta artistica attraverso la collaborazione con uno dei massimi esponenti del genere. Senza crederci troppo, gli ho mandato un messaggio su Instagram, al quale ha risposto dopo venti giorni dandomi inaspettatamente la sua disponibilità. Per me è stato come vincere al Superenalotto! Abbiamo composto il pezzo insieme in videochiamata e, dopo un paio di ore, mi ha mandato le voci registrate. Lui è una persona fantastica, una rockstar umile, se mi passate l’ossimoro. Alla fine è stato lui a ringraziare me.»

Questa nuova direzione pare definitiva e non sembra esserci molto spazio per il passato.

«Questo nuovo sound è il filo conduttore di tutto il disco, a parte un paio di brani in cui ho mantenuto una batteria emo-trap per creare un aggancio con l’album precedente. D’altra parte è l’approccio alla composizione, accordi e melodie, che determina il genere di un brano, più che gli strumenti utilizzati.»

Per dare una veste grafica coerente con il messaggio contenuto nelle nuove canzoni, una copertina che non passa certo inosservata.

«Volevo che fosse iconica e ci abbiamo messo un po’ di tempo a capire come esprimere tutti i concetti che avevo in testa. Alla fine ho avuto l’idea di mettermi a nudo, solamente con la mia chitarra, massima espressione di libertà. Sullo sfondo ho voluto poi mettere degli armadietti da college americano per omaggiare la California, dove è nato il pop punk.»

Al secolo Gionata Ruggieri, tornerà live nel 2022. L’artista ha già annunciato due irrinunciabili appuntamenti dal vivo il prossimo 10 febbraio all’Alcatraz di Milano e l’11 febbraio all’Hiroshima Mon Amour di Torino. Vai Gionny, spacca!

www.musicaintorno.it

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