EMANUELA GHINAZZI, PIONIERA DEL GLUTEN FREE

Ho incontrato per la prima volta Emanuela diversi anni fa alla Leopolda di Firenze, mentre era impegnata – come spesso le accade – in un’iniziativa volta a promuovere le attività dell’Unione Cuochi Toscani.

È una che si dà da fare. E lo fa con la dedizione e la gentilezza che è propria del mondo femminile. Anzi, meglio, di una mamma di ben 4 figli!

Proprio in seguito alla diagnosi di celiachia della figlia più di vent’anni fa, si è dedicata alla cucina gluten free, fornendo delle basi ormai storiche a quanti si trovano a vivere tale problematica. Emanuela Ghinazzi, pioniera del gluten free, si racconta a Musica Intorno.

La dedizione e lo studio di Emanuela Ghinazzi nel campo del gluten free hanno contribuito in maniera determinante a migliorare la qualità della vita di molte persone. Qual è il futuro di questa che ormai non si può più definire nicchia?

«Il mercato del gluten free stava andando in una direzione poco corretta: spopola il pensiero errato che una dieta priva di questa proteina possa essere di aiuto al dimagrimento. In tal modo si banalizza il vero significato di una dieta che, per un celiaco, è paragonabile ad un farmaco. È un regime alimentare che ti salva da tantissime altre patologie correlate a questa malattia. Spero che, attraverso i giusti canali, possa arrivare una sempre più corretta informazione, a tutela dei celiaci che necessariamente, e non per moda, devono seguire questo regime alimentare.»

Dopo tanti anni, il tuo impegno in questo campo continua.

«I prossimi progetti sono strettamente legati all’azienda Nutrifree, della quale sono brand ambassador. Quello che più mi piace fare e che mi dà maggiore soddisfazione sono i corsi di cucina, condividere le mie ricette ed avere la possibilità di spiegare a chi si trova in difficoltà, a causa della celiachia, che si possono ottenere degli ottimi e golosissimi piatti realizzati con le nostre mani. Oltre a ciò, sarò presente anche in numerosi eventi legati al mondo delle intolleranze. Senza dimenticare di supportare nelle varie attività anche le mie amate Associazione Cuochi Arezzo e Unione Regionale Cuochi Toscani

Sei una donna e mamma felicemente sposata da molti anni. Cosa significa per te cucinare per la tua famiglia?

«Cucinare per mio marito e per i miei figli è uno dei miei modi preferiti per comunicare a loro tutto il mio infinito amore.»

Non tutti sanno che… hai un fratello a dir poco illustre, nel mondo della musica: Pupo, un mito! Piace anche a te cantare?

«Sono cresciuta (sicuramente non in altezza!) in una famiglia dove praticamente tutti erano legati al meraviglioso mondo della musica: il mio babbo cantava gli stornelli in ottava rima e con la mia mamma si esibivano in coppia nei piccoli festival di paese. Il mio amatissimo fratello aveva una sua band musicale e ancora prima cantava e suonava insieme ai miei zii in un’orchestra di liscio. Ricordi tenerissimi di un periodo dove il divertimento era sano e le persone erano felici di stare assieme. Anche io per un breve periodo ho seguito mio fratello, come corista nei suoi primi spettacoli in giro per l’Italia e anche all’estero. Poi però mi sono accorta che non avevo la necessaria predisposizione alla vita itinerante e ho scelto di costruire un destino diverso.»

Ascolti musica finché elabori qualche nuova ricetta? Cosa ti piace?

«Ascolto tanta musica: per la concentrazione solo musica classica, per tutto il resto la adeguo allo stato d’animo.»

Se dovessi accostare un genere musicale al tuo modo di vedere la cucina, quale sarebbe?

«Alla cucina, quella tradizionale toscana, accosterei la musica folk: per esempio mangerei volentieri una bella bistecca alla fiorentina sulle note di “La porti un bacione a Firenze”!»

Cosa ne pensi dello spazio concesso alle donne nel settore del food? Trovi che sia sufficiente?

«Credo nella grande forza, intelligenza e sensibilità delle donne e, nel momento in cui riusciremo ad avere maggiore spazio in ogni campo, il mondo diventerà un luogo bellissimo in cui vivere.»

Prima di salutarci, che canzone ci vorresti dedicare?

«Non ho dubbi: “Su di noi” (nemmeno una nuvola).»

 

Monica Micheli, prima vera esperta di cucina afrodisiaca e owner di ErosKitchen.com

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