CRISTIANO GODANO. “TRA PAROLE E MUSICA” I MARLENE KUNTZ

cristiano-godano01_musicaintorno«Faccio il musicista rock, sono un interprete dei miei brani, sono un cantante, sono un autore perché i testi li scrivo io.»

“Tra parole e musica”,

Cristiano Godano dona a chi lo ascolta un’intimità inedita, più vulnerabile.

L’anima dei Marlene Kuntz, vestita solo di voce e chitarra, ripercorre la propria carriera, le collaborazioni di un gruppo che ha scritto alcuni dei capitoli più importanti della storia del rock in Italia.

«Una band cool, troppo cool (purtroppo) per un sacco di gente…»

La “lunga attesa” di chi ha amato dischi come “Catartica” e “Il Vile” è finita! A celebrare l’evento – immortalato negli scatti di Michele Piazza – una imperdibile performance live il prossimo 14 ottobre a La Cartiera di Catania.

Noi, nel frattempo, ci siamo confrontati con Cristiano Godano, tra parole e musica… intorno.

“Tra parole e musica”, l’anima dei Marlene Kuntz si mette a nudo davanti ai propri fan. Com’è vestirsi solo di voce e chitarra?

«Vestirsi di solo voce e chitarra implica svestirsi un po’: implica donare a chi mi ascolta una intimità inedita, potenzialmente più vulnerabile, quasi del tutto nuda, per quanto sufficientemente sicura di sé e guardinga.»

A proposito di abito… Qual è quello che preferisci? Musicista, autore, attore…?

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«Ci sono una serie di definizioni che possono funzionare bene su di me, perché in fondo dicono ciò che faccio nella vita. Faccio il musicista rock, sono un interprete dei miei brani, sono un cantante, sono un autore perché i testi li scrivo io. Attore non mi appartiene perché non sento di esserlo, nonostante una partecipazione a un film.

Scrittore lo sono stato per un libro e lo potrei essere ancora se decidessi di impegnarmi in quella disciplina artistica con continuità. Sento che potrei esserlo tanto quanto sento di non poter essere un attore. Le prime quattro definizioni date mi stanno bene tutte, a dire il vero, e dunque lascio a voi la scelta.»

Dal 2008 docente del master in comunicazione musicale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Che mi dici della comunicazione ai tempi dei social? Qual è l’aspetto più stimolante per il Prof. Godano?

«Uhm… io sono ospite di un master in comunicazione, ma le mie chiacchierate-docenze volano altrove, trovando altrove i loro giusti stimoli, perché si soffermano sugli aspetti della creazione artistica. È una precisa volontà dell’ideatore del master, che desidera mettere a contatto i partecipanti con alcuni artisti e con le loro fisime. Per quel poco che ne so la comunicazione ai tempi dei social si deve fare veloce e incurante dei dettagli e delle precisazioni, che è un po’ il contrario di come piace a me esprimermi in genere. Detesto a sufficienza l’impazienza e l’urgente pretesa che ne derivano, ma so che non ci si può far niente.»

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Cristiano, nel 2009 era “Tutta colpa di Giuda”. Oggi di chi?

«Dei populismi.»

Enrico Brizzi definisce i Marlene Kuntz “non un gruppo di rock italiano, ma l’unico gruppo italiano di rock”. Il collega scrittore Godano come li definirebbe?

«Non credo che Brizzi direbbe ancora così… Questa frase credo abbia quasi una ventina d’anni. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e tantissime cose sono ovviamente successe, fra cui la nascita di un sacco di band rock valide. Il Godano scrittore credo che i Marlene li potrebbe definire come una band cool, troppo cool (purtroppo) per un sacco di gente in Italia.»

 

 

Gino Morabito

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