WALT DISNEY, I SOGNI SON DESIDERI

Walt Disney 01_musicaintornoDi alcuni motivi ci è sufficiente ascoltarne le prime note per ritrovarci risucchiati da una infinità di sensazioni.

Perché la nostra vita è legata al ruolo fondamentale che la musica svolge per essa, sin dalle primissime esperienze.

Proprio scivolando indietro, quando dall’interno del pancione percepivamo già mamma e papà cantare, o, una volta fuori, allora che in una voce all’asilo intonavamo una melodia, ci rendiamo conto che la musica ci ha raggiunti e conquistati da sempre. Un passo avanti e dobbiamo riconoscere che molte delle iniziali emozioni musicali, forse le più intense, non le abbiamo che legate ai cartoni animati, ai film di animazione e, su tutti, alle storie che Disney, prima di ogni altro, ha globalizzato. In fondo, non ci procura forse l’ascolto improvviso di When you whis upon a star (Pinocchio) quella medesima adrenalina che possiamo riconosciamo quando, innamorati, scopriamo d’improvviso chiamato il nome dell’amata tra la gente?

Walt Disney 02_musicaintornoIl brano parte ed è allora che tutta una serie di connessioni si attivano come mai potrebbero nel solo dialogo dei personaggi favolistici: l’orecchio prende per mano il cervello, il cervello bersaglia lo spirito e il corpo. Pulsiamo gioie e paure, ogni sentimento possibile tra il bianco e il nero. Cediamo disarmati: nessuna bellezza è tanto travolgente quanto quella melodia che contiene la nostra memoria.

Insomma, come per tutto il cinema, anche per i film di animazione sarebbe impossibile immaginarne uno svolgimento senza musica. Lì è la chiave di ogni suggestione capace di avviare il meccanismo ammaliante della fantasia. Siamo lì, incollati da sempre alle note di Oo de Lally nel Robin Hood o di Heig-ho in Biancaneve e i sette nani, nelle parole buone de I sogni son desideri di Cenerentola, indimenticabile versione italiana cantata da Maria Cristina Brancucci. Noi, dentro alla magia dei disegni e fuori dal tempo, dove ci riesce più facile credere che i problemi non siano tali. Noi e una musica per spada.

Gli eroi sono i nostri amici, come canta in Hai un amico in me Cocciante (Toy story) per la versione nostrana di You’ve got a friend in me: principi e avventurieri, esili massaie e maghi, stallieri, re e regine, creature delle foreste e dei ghiacci, nomi leggendari della storia, permettono alla nostra immaginazione di volare nelle battaglie contro tutte le ingiustizie e incontro ai valori delle regole. L’arma vincente? Sempre la musica.

Cosa ne sarebbe, infatti, della spensieratezza di Timon e Pumbaa per il piccolo Re Leone senza Hakuna matata? Potrebbe immaginarsi leggiadra sul prato, tra gli uccellini e scoiattoli, Aurora (La bella addormentata) senza il valzer Once upon a dream? Potremmo immedesimarci forse ne La bella e la bestia, in quell’essere speciali, migliori, al di là di qualsiasi differenza senza Tale as old as time? – magnificamente interpretata in Italia (È una storia che) dalle voci di Gino Paoli e della figlia Amanda Sandrelli nel cartone e, nel recentissimo omonimo film, da Giovanna Rapattoni. Siamo cresciuti e Let it go sing-along di Frozen, ovvero All’alba sorgerò per la voce della bravissima Serena Autieri, ci ha conquistati come un tempo, uguali a bambini, offrendoci ancora una occasione per sentirci vincenti, forti e ottimisti.

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Concludiamo la nostra estemporanea analisi consapevoli di un destino certo, scritto nel desiderio di continuare a sorprenderci nella musica delle favole. Dopotutto, i sogni non son desideri?

 

Giuseppe Sanalitro

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