Di Gino Morabito –

La magia del Natale al Teatro Ghione di Roma per un evento solidale di Leda Moro con il suo “White Chorus”.
“Chi canta prega due volte” dice Sant’Agostino, lo sa benissimo la “Dottoressa del Bellessere” che il 15 dicembre si esibirà voce e pianoforte nei classici natalizi, da Scubert a Michael Jackson, sullo sfondo di una platea invitata ad unirsi al canto di brani che tutti conosciamo, per rendere la serata romana unica, suggestiva, indimenticabile.
Ad accompagnare le splendide performance di Leda un coro formato da quattordici ex cantanti che, per circostanze esistenziali, hanno ritrovato la via della musica dopo anni di quiescenza, risvegliati dall’entusiasmo di “riprendere i propri sogni traditi”, anche quando la vita ci travolge con risvolti professionali, familiari e con scelte concrete, talvolta dolorose, che sviliscono la creatività.
«Finalmente il sogno di portare sul palco con me tanti amici, cantanti ed ex cantanti, con cui condividere i brani natalizi più suggestivi della nostra infanzia.» racconta l’artista «Quelli che hanno accompagnato i ricordi degli anni più gioiosi, quando il Natale rappresentava il momento più felice della nostra vita, quando papà si mascherava con la barba bianca e l’abito rosso e lo riconoscevamo ma fingevamo di crederci, quando attendevamo con ansia l’arrivo della Befana con lo sguardo fisso sulla cappa della cucina sapendo bene che era mamma ad appendere i doni, quando scrivevamo le letterine con i buoni propositi mai mantenuti per un nuovo anno che sarebbe stato un passo in più verso la vita.»
La gioia di salire sul palco osannando un nuovo e profondo concerto di beneficenza. Come sempre, infatti, il ricavato dei biglietti verrà devoluto a favore di tre associazioni a cui Leda è molto legata: “Il Cuore delle donne contro il Tumore al seno”, “C.O.E.S. Onlus” e l’associazione “Vita Nuova in Gesù” a favore dei bambini del Congo.

Ad impreziosire lo spettacolo, già destinato a diventare un classico, la presenza di special guest d’eccezione: il Maestro Vito Terribile, compositore e musicista, che accompagnerà la splendida voce della figlia Federica Terribile, attrice e cantante, e l’attore Cristiano Migali che introdurrà lo show con un monologo firmato da Albamaria Moro. Special thanks vanno inoltre all’impegno di Maurizio Lentini (Alta Frequenza), a Luciano Marena e Vanessa Ciampa per il coordinamento della serata e alla sapiente regia di Simone Villani. Un cast stellare per un concerto natalizio fatto di bontà, generosità e valori umanitari profondi che renderanno il nostro Natale 2021 un momento di vicinanza alle realtà più fragili. Ma le sorprese non finiscono.
Il 15 dicembre, sullo storico palcoscenico del Teatro Ghione di Roma, si festeggerà anche la nascita di una nuova Onlus, “Solidarity Concert” (https://www.solidarityconcert.it/index.php), fortemente voluta da Leda Moro che ne assume la carica di presidente, con Albamaria Moro come vicepresidente, Mario Impiglia e Andrea Pagano nel direttivo, Carlo Centaroli e Maurizio Lentini platinum members.
«Dopo anni di concerti ed eventi musicali di beneficenza,» dichiara la fondatrice di “Solidarity Concert” «ho deciso di concretizzare questo viaggio di umanità musicale con un’associazione no profit tutta nostra, che farà da ponte tra i concerti e le realtà più vulnerabili, devolvendo direttamente alla fonte o a chi, come Onlus già esistenti ed altre organizzazioni no profit, ci chieda di realizzare concerti per raccolta fondi o semplice sensibilizzazione. L’obiettivo è quello di coinvolgere sempre più musicisti, cantanti e attori in questo percorso infinitamente umanitario.»

Leda continua a cantare la solidarietà tra “Le pagine dei ricordi”, una raccolta di pensieri, speranze, rabbia, fragilità, desideri, concentrati ed espressi in musica. Distribuito da Cd Baby, e disponibile su tutti gli store digitali, è un disco dai toni multisonanti, arrangiato e suonato magistralmente dal compositore Vito Terribile presso il suo “Lift” Studio Recording in Roma con la collaborazione di insigni musicisti del panorama musicale capitolino.
Singolo di punta dell’album è il brano “Le cose che sogni”, un’esortazione a riprendere in mano i desideri primordiali, quelli che hanno caratterizzato la nostra infanzia e che nel corso della vita siamo stati costretti ad abbandonare. Talenti artistici, attitudini sportive, passioni dell’anima… tutte quelle aspettative tradite che riaffiorano all’improvviso, proprio quando le ritenevamo sepolte, diventando così prorompenti da determinare l’essenza più profonda della vita stessa. Non è mai troppo tardi per i nostri sogni. Sono ancora là che ci aspettano. Da sempre.

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