LUCIO INCONTRA LUCIO, LÌ DOVE IL MARE LUCCICA E TIRA FORTE IL VENTO

Unici e simili, indimenticabili ed immortali

Circe, dea o maga? A tal proposito, la mitologia è arcana. Certo è che incantò Ulisse – come ci tramanda Omero, tenendolo lontano dalla sua Penelope per più di un anno. Il promontorio dove quest’ultimo approdò è a lei dedicato e prende il nome di Circeo.

… E ancora una piccola nozione di geografia, non me ne vogliate. Capo Miseno, l’estrema punta della penisola Flegrea da dove si gode una vista mozzafiato sul golfo di Napoli e sulle isole di Ischia e Procida. Incastonata tra queste due perle ne sorge una terza, il golfo di Gaeta: «Prende il nome dalla nutrice di Enea, figlio di Venere e Anchise che, sfuggito all’incendio di Troia, approdò in questo luogo con l’intento di fondare la nuova patria» intervenendo la prof.ssa Vera Mignano, presidente dell’Associazione Musicale San Giovanni a Mare. «Qui si fermò per dare sepoltura a Cajeta, la donna che lo allattò» ricordando nitidamente la nostra prof, che – in quella suggestiva posizione – si è prodigata per portare in scena il concerto/spettacolo Lucio incontra Lucio – La vita, la storia e le canzoni di Lucio Dalla e Lucio Battisti.

 

«L’Associazione Musicale San Giovanni a Mare è solita privilegiare concerti di musica classica ma, d’estate, con la copiosa affluenza di turisti, si dedica ad eventi che possano essere universalmente graditi» ci spiega ancora la Mignano.

E continua: «Un tempo gli spettacoli estivi si tenevano nel cortile dell’incantevole castello Aragonese; da qualche anno, per questioni di sicurezza, l’amministrazione comunale in accordo con la scuola nautica della Guardia di Finanza (che attualmente ha in concessione l’area) predilige la terrazza Borbonica che, altrettanto ricca di fascino, offre alla vista la città medioevale e lo scintillìo delle luci sul mare.»

Il concerto si prefigge di raccontare non solo i successi di due cardini della musica italiana ma anche i lati più intimi del loro vissuto: Lucio Dalla e Lucio Battisti non si conobbero mai di persona ma, ad accomunarli, ci fu una smisurata passione per la musica alla quale apportarono, entrambi a proprio modo, grandi innovazioni. Curiosamente, i due cantautori nacquero a distanza di poche ore: 4 e 5 marzo 1943. Probabilmente gli spiritualisti sentenzierebbero che le coincidenze non esistono e gli appassionati di astrologia parlerebbero di “congiunzione astrale”! Lo spettacolo, scritto da Liberato Santarpino, porta la regia di Sebastiano Somma, che ne è anche interprete. Ad accompagnarlo c’è il “Martucci Vocal Ensemble” e un quintetto jazz composto da Guglielmo Guglielmi al pianoforte, Sandro Deidda al sax, Peppe La Pulsata alla batteria, Aldo Vigorito al contrabbasso e Lorenzo Guastaferro al vibrafono; le voci sono quelle di Alfina Scorza, Paola Forleo, Francesco Curcio ed Emila Zamuner (vincitrice del prestigioso Premio Urbani). Le sceneggiature sono di Luigi Ferrigno e Mauro Rea; le immagini disegnate sono di Mariano Soria e Irene Servillo.

Immagini in bianco e nero scorrono, evocando episodi del secondo conflitto mondiale. Un ironico Sebastiano Somma rompe il silenzio e, vestendo i panni di Zeus, si rivolge al dio Apollo, affinché possa far nascere, sulla martoriata Italia piegata dalle brutture della guerra, un uomo che porti dolcezza e poesia. Apollo prende a cuore l’incarico e decide che, a distanza di sole dodici ore, sarebbero nati ben due uomini d’arte ma che entrambi si sarebbero dovuti chiamare “Lucio”. Così si sviluppa lo spettacolo, con i testi dei due cantautori finemente riarrangiati e magistralmente eseguiti. Lucio incontra Luciopunta i riflettori sul lato più umano ed emotivo di Dalla e Battisti che, con la loro musica, hanno segnato un punto di svolta nel mondo dello spettacolo e hanno creato un modello artistico fuori dagli schemi, molto emulato ma difficile da eguagliare.

Dalla, unico nella sua estrosità, amava il contatto diretto con il pubblico; diede vita a memorabili duetti e non disdegnò di esibirsi in buffe coreografie. Battisti fu più introverso: appariva poco e non amava particolarmente le scene, i riflettori, i concerti. Il suo mondo era pressoché circoscritto ad un ambiente confortevole, condiviso con l’inseparabile Mogol prima, e alla sala di incisione poi. Agli inizi degli anni Ottanta pare che Dalla propose a Battisti una collaborazione per un disco e una tournée, ma, quest’ultimo declinò l’invito.

Ricordate, ci troviamo nel campo della leggenda e della mitologia…

Un reale incontro tra i due non vi fu mai, eppure l’amore per la propria arte, che traspare dai loro eccezionali versi; il desiderio di rompere degli schemi rigidi di conformismo musicale e la caparbietà di voler imporre la propria indole nei testi e nel soggettivo “modus vivendi” li hanno resi unici e simili. Indimenticabili ed immortali.

«Lo spettacolo proposto con successo da circa due anni in diversi teatri nazionali, per la prima volta è stato messo in scena all’aperto. Tuttavia, gli accorgimenti tecnici eseguiti sulla struttura del palco hanno reso l’acustica impeccabile» precisa fiera la prof.ssa Mignano. «Sono assolutamente soddisfatta della buona riuscita dell’evento: abbiamo avuto un’affluenza di circa mille persone e, nonostante ciò il silenzio, interrotto solo dagli applausi a scena aperta, era assoluto. La voce calda e coinvolgente di Sebastiano Somma ha rapito l’attenzione del pubblico per un’ora e trenta minuti, senza intervallo!» conclude.

“Congiunzione astrale”, dicevamo. Sì, perché nel cielo indaco e impunturato di stelle come a San Lorenzo, sembra che due impertinenti astri vogliano brillare più degli altri, per ricordarci che esistono differenti linguaggi per comunicare e diverse dimensioni per potersi abbracciare: loro due in quella più eterea e noi quaggiù… dove il mare luccica e tira forte il vento.

 

Brigida Buonfiglio

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