BACIAMOLEMANI STYLE. CARDIO-TONIC @ CATANIA

Baciamolemani01_musicaintornoDieci anni di carriera, tre album, diversi tour in Italia e in Europa: poche coordinate che dimostrano come i Baciamolemani rientrino senza alcun dubbio tra i nomi più interessanti del folto sottobosco musicale siciliano.

Cardio-Tonic, terza fatica discografica dei ragusani che ha visto la luce alla fine dello scorso gennaio, rappresenta un nuovo indirizzo musicale per la band.

Il sound che ha fatto la loro fortuna – tropicale mix di ska, calypso, rock e reggae – è infatti filtrato in una nuova ottica pop, che potrebbe garantire un ampio range di pubblico. Il tour promozionale del nuovo album ha toccato diverse località del nord Italia, ma al suo interno non poteva mancare una tappa a Catania, città che ha più volte manifestato un particolare calore per i Nostri. Musica Intorno non si è fatta scappare l’occasione di tastare con mano lo spessore artistico del nuovo corso dei Baciamolemani.

Baciamolemani02_musicaintornoCome accennato in apertura, Cardio-Tonic è un disco che strizza apertamente l’occhio ad un mondo pop che “mangia sano e parla in italiano”, smorzando in parte la veemenza del BLM-sound a cui il pubblico era abituato, ma senza tradire quello che è il retroterra culturale della band. C’è un po’ di incertezza, di conseguenza, su cosa aspettarsi da un loro spettacolo, considerando che la dimensione live è quella in cui il combo ha sempre dimostrato il proprio lato migliore.

Dopo l’attesa ormai rituale per un pubblico catanese perennemente ritardatario, l’apertura è affidata a “Faccio sport”, primo singolo estratto dall’album e simbolo della nuova direzione intrapresa dalla band: un sound inequivocabilmente easy-listening ma ben ragionato, che impiega un po’ per scaldare la platea che nel frattempo – siamo intorno alle 23.00 – si è infittita come era lecito aspettarsi. La scaletta verte perlopiù sull’ultima fatica discografica, ma comprende anche interessanti rivisitazioni di brani “classici” come “Musa” (dall’esordio Ballacazziz del 2007) e “La corriera” (da L’albero delle seppie, 2012), assimilate alla cifra stilistica attuale della band, ovvero meno articolate e ripulite da ogni sorta di orpello. Il focus della formazione è spostato dai fiati alle tastiere e ai synth, che impegnano sia il vocalist Don Colfit che il trombettista Andrea Savasta.

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Fra le altre differenze che possono essere rilevate rispetto al passato, va sottolineato che il frontman Piero Pizzo si fa meno istrione, dedicandosi anche alla chitarra acustica, sfoderando in ogni caso una performance vocale impeccabile. Emerge al suo fianco la figura di Andrea Dipasquale, chitarrista e principale autore dei brani, il cui personaggio flemmatico rappresenta senza dubbio un valore aggiunto nell’economia dello show. Lo troviamo anche alla voce nell’ultimo brano, l’irriverente “Franca”, fra i migliori esemplari del lotto, che anche dal vivo conferma la propria qualità.

Insieme ad altri (“Palme di plastica”, “Contropié”) rappresenta la virtuosa media fra le anime della band: brani volutamente e fieramente disimpegnati, ma allo stesso tempo scritti e suonati con grande intelligenza, in un equilibrio che appare proprio come un asso nella manica.

Baciamolemani04_musicaintornoÈ innegabile, per chi segue i Baciamolemani da diversi anni, che l’assenza di brani fortunatissimi come “Gita a Pedalino” si faccia sentire, e chi è affezionato al format precedentemente proposto dalla band potrebbe percepire un senso di incompletezza. Ma allo stesso tempo sarebbe intellettualmente disonesto non riconoscere che il vestito che i Nostri hanno deciso di cucirsi addosso calzi a pennello, in una forma più che mai matura e sicura di sé. L’abilità nel songwriting così come quella esecutiva, sommate a un invidiabile carisma e a un’ottima tenuta di palco, sono qualità inequivocabili che hanno portato la band ad essere ciò che è oggi e sono tuttora palpabili, a prescindere dal nuovo punto di vista con cui li si osserva. Appuntamento da non perdere il prossimo 24 aprile a Roma!

 

Francesco Paladino

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