RIGENERAZIONE E IMPERMANENZA NELLA LIRICA DI FRANCO BATTIATO

“L’anima si nutre d’estasi come la cicala di rugiada”, scrisse Anatole France, straordinario scrittore, che nel 1921 vinse il Nobel per la letteratura. L’anima, così come ce la raccontano i poeti, ha un odore intenso, un’aura luminosa incastonata in un nimbo. E l’anima non ce la narrano solo i poeti, ma i pittori, gli scultori e via di seguito. Da questa catena lieve non rimane fuori la musica, arte sopraffina.

Quando parliamo di musica, armonia e anima, credo che il collegamento all’immenso Franco Battiato sia fulmineo. Siciliano, cantore raffinato ed elegante, è un artista vibrante, come un’emozione intensa. Conoscitore delle linee del cuore, ha attraversato moltissimi stili: dalla fase pop degli anni sessanta al rock progressivo e all’avanguardia erudita nel decennio seguente. E ancora la musica etnica, quella elettronica, l’opera lirica. Ha collaborato con eccelsi intellettuali; tra essi ha un posto d’onore il filosofo siciliano Manlio Sgalambro. I suoi temi maggiori sono l’esoterismo, la teoretica filosofica, la mistica sufi, la meditazione orientale. Ma il Maestro è anche pittore, regista.

Mentre scrivo, di ritorno da una lunga passeggiata d’arte immersa tra le vie del centro storico di Palermo, mi viene in mente una mostra di Franco a Modica, qualche anno fa, di quadri straordinari. Tra tutte le opere ne rimembro una con intenso lume, “Donna con rosa”, dominata dall’oro. Io e le mie amiche non incontrammo Battiato per poco, aveva lasciato la sala da qualche minuto. Anche un’altra volta, per un imprevisto, non potei assistere a una sua lezione all’università di Catania. Ma per fortuna, geni come lui sono presenti nelle loro creazioni come la luce in un mattino d’agosto.

Ci fa dono di “Torneremo ancora”, struggente e incantevole album in cui il Maestro è accompagnato dalla Royal Philharmonic Orchestra di Londra. Tra le tracce l’inedito Torneremo ancora, composto insieme a Juri Camisasca. I brani sono stati registrati durante le prove del tour con la Royal Philharmonic Orchestra, di due primavere fa. Ratio della meravigliosa canzone è la “trasmigrazione delle anime in transito verso la purificazione”.

Il video ufficiale, diretto dal regista siciliano Giuseppe La Spada, è ambientato nella terra di Battiato: “La Spada ha optato per due location che potessero restituire maggiormente il senso dell’impermanenza, ma anche della rigenerazione: una di queste è l’Etna con il suo comprensorio, dove Battiato ha scelto di vivere, l’altra l’Argimusco, luogo a lui caro e unico nel suo genere per la densità spirituale, perfetto per un momento di contemplazione”.

Ascoltarla trasporta altrove, poiché Anime elevate come quella di Battiato camminano in una dimensione differente e cercare di comprenderle fino in fondo è un viaggio incompiuto. La speranza è che Franco possa ancora regalarci meravigliose suggestioni, ancora e per sempre, al di là di tutto e tutti.

 

Clara Artale

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