È DI SCENA IL ROMANTICISMO, BENTORNATA VALENTINA LISITSA!

 

Valentina Lisitsa1_musicaintornoL’ultima volta l’avevamo attesa invano qualche anno fa. Era l’estate 2013 e i due concerti siciliani della pianista Valentina Lisitsa vennero improvvisamente annullati. Si comprese, poi, da una precisazione della stessa artista, di un rifiuto ad esibirsi per conto di una organizzazione che aveva mancato, dopo ben un anno, di retribuirla per le esibizioni dell’estate precedente, sempre in Sicilia. Organizzazione che tentò di ricucire lo strappo spiegando, a sua volta, dei mancati pagamenti della Regione Siciliana. Una storia all’italiana, insomma. Una pagina che tra qualche settimana si conta finalmente di dimenticare con il ritorno in pace della bionda Valentina – ci piace pensare perché innamorata dell’isola. Appuntamento speciale, dunque, per Catania il 14 maggio, ed in replica il 15, al Teatro Massimo Bellini per l’esecuzione di uno dei lavori più celebri della musica: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore, op. 18, di Sergej Rachmaninov. Opera grandiosa e spettacolare, tra le più eseguite al mondo dal 1901 (prima esecuzione) ad oggi, banco di prova per quei pianisti che intendono cimentarsi nel concertismo di alto profilo, trova nella straordinaria padronanza tecnica della Lisitsa una esecutrice ideale. In effetti, non è difficile scoprire nella musicista ucraina, classe 1973 – bimba prodigio cresciuta nella città natale Kiev e poi negli States dove tuttora vive –, quella solida formazione che questa musica appassionata richiede e che, nella fattispecie, con qualche riserva può ricondursi al rigore di quella che fu la scuola pianistica russa che molti noti pianisti ha regalato alla storia, da Rachmaninov ad Horowitz.

Le esecuzioni di Valentina Lisitsa, i cui video su internet ne fanno una campionessa di ascolti con decine di milioni di visualizzazioni, ci disegnano una musicista che non si è lasciata sorprendere dalle difficoltà che può incontrare la fruizione musicale: ha creato il suo successo da sé, da imprenditrice, proponendosi sulle più seguite piattaforme virtuali. Proprio lì ne scopriamo le principali caratteristiche e il gradimento: la maniacale cura della perfezione nelle esecuzioni, le conseguenti espressioni e scelte dinamiche ed in generale il gusto comunicato innescano pareri discordanti tra gli appassionati che, in una inevitabile querelle, vede contrapporsi i detrattori del troppo tradizionale o, al contrario, sfacciato, agli estimatori che ne ravvisano doti ad un tempo di potenza e delicatezza, di grazia ed impeto. Noi che siamo tra questi ultimi, apprezzando soprattutto la compostezza delle esecuzioni e la leggerezza del tocco, non osiamo comunque facili paragoni a pianiste leggendarie come la Argerich, perché non ci piace fermarci troppo in quel ruolo di giudici che non dovrebbe mai indossarsi davanti alla bellezza, ne viene solo che alla fine ogni pezzo di un pezzo spezzato non rimane che un pezzo più piccolo da spezzare. Il repertorio che ci sembra più congeniale alle caratteristiche dell’ucraina, neanche a farlo apposta, è quello romantico, o tardo-romantico che dir si voglia, dove arrivano a confortare la nostra piccola analisi proprio le incisioni dell’integrale dei quattro concerti di Rachmaninov con cui la Decca, anch’essa attratta sul “tubo” e pronta ad un contratto, conferma lo spessore dell’artista. Lo capiamo ancora da qualche video che sono tanti i fan siciliani in attesa. Manca poco. Ad accompagnarla sul palco del Bellini sarà l’orchestra del Teatro diretta dal capace Damian Iorio, tra i più promettenti direttori della nuova generazione. Bentornata Valentina!

 

Giuseppe Sanalitro

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