AKRAGAS ALÉ, L’INNO CALCISTICO DI AGRIGENTO NEL CANTO IDENTITARIO DI ALESSANDRO D’ANDREA CALANDRA

De La redazione –

È un inno alla sua squadra del cuore il nuovo singolo di Alessandro D’Andrea Calandra. Il cantautore siciliano compone “Akragas alé” riuscendo a coniugare l’identità della “Città dei templi” con lo spirito sportivo dei biancazzurri. Tra appartenenza e riscatto, vibrazioni ethno-folk e idioma di Agrigento convergono vincenti nel potere emozionale della musica.

Non c’è legame più forte di quello tra musica e calcio, dove l’energia e il potere motivazionale dei cori da stadio unisce in un unico abbraccio i tifosi e i giocatori, creando un’emozione unica. Lo sa benissimo Alessandro D’Andrea Calandra che, in un momento molto difficile per l’Akragas, la sprona con il suo inno. Un brano potente e accorato, che nasce dai ricordi più cari dell’artista. Dalle emozioni che lo hanno accompagnato a partire da quei fortunati anni Ottanta, quando la squadra di Agrigento raggiunse il prestigioso traguardo della Serie C1.

«Ho vissuto da molto vicino quei meravigliosi anni che videro l’Akragas tra i protagonisti del calcio siciliano.» spiega l’artista «La “Trattoria de Paris” di mio zio Totuccio, in piazza Lena nel centro storico di Agrigento, era il ristorante “ufficiale” dell’Akragas ed io, all’epoca bambino, avevo il privilegio di conoscere uno per uno gli attori di quella grande impresa, quando i biancazzurri raggiunsero rapidamente la C1 a partire dalla Serie D. E poi la domenica, naturalmente, si andava all’Esseneto con zio e papà a sostenere i nostri eroi.»

Un inno sportivo da cantare a squarciagola in curva, nella mitica gradinata e nelle storiche tribune A, B e centrale. Ma anche il canto di una rinata comunità che deve ritrovare il piacere di intonarlo gioiosamente insieme. “Akragas alé” si aggiunge al vasto repertorio di Alessandro D’Andrea Calandra ed ha in comune con i precedenti lavori quel caratteristico sound che trae linfa dal folk tradizionale siciliano e dagli ascolti che hanno accompagnato la sua formazione musicale: cantautorato italiano, prog rock, new wave, british pop e tantissima classica.

Akragas alé è disponibile anche su Spotify e YouTube

Alessandro D’Andrea Calandra

Nasce ad Agrigento il 23 novembre 1972. Da ragazzo suona la batteria in varie band, soprattutto cover dei Dire Straits, Pink Floyd, The Cure, e studia pianoforte da autodidatta. L’ascolto della musica è sempre al centro della sua quotidianità. Tra gli anglosassoni, un’attenzione particolare va sicuramente a Bob Dylan, Bruce Springsteen, ACDC, Black Sabbath, Genesis, Pearl Jam, Simon & Garfunkel, R.E.M. e Coldplay. Nel panorama italiano, invece, si concentra sui cantautori: Edoardo Bennato, Pino Daniele, Branduardi, Dalla, De André, De Gregori e inevitabilmente i Denovo e Carmen Consoli. Laureato in Ingegneria meccanica, ha lasciato da oltre vent’anni l’amatissima Sicilia per trasferirsi in Veneto.

Per mantenere il contatto emozionale con la sua terra, Alessandro D’Andrea Calandra scrive canzoni ethno folk nella lingua d’origine. A marzo 2024 si affaccia nel modo discografico con l’album “Sicilia vacanti”, interamente in dialetto. Al disco segue l’inedito “Quartu Savona Quinnici”, dedicato alla memoria della strage di Capaci. Già vincitore del Premio Napoli 2 Giugno come “Miglior brano inedito”, estrae successivamente “Danza saracina chista sira!”. Con “Euno” vola alla finale del “Je so pazzo Music Festival” e il 21 settembre pubblica “Tra ‘u mari e li campagni”, incentrato sulla figura del giudice Livatino. Adesso è la volta del nuovo singolo, “Akragas alé”, in cui il cantautore siciliano riesce a coniugare l’identità della città di Agrigento con quella della sua squadra del cuore.

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