STREETS OF CHANCE, ROCK GUITAR BY RIFF WILLER

Di Giandomenico Morabito

Riff Willer si configura come un artista a tuttotondo, che fa del rock contemporaneo la sua cifra. Un’idea musicale, quella di Streets of chance, il primo album da solista, che possiamo categorizzare vicina alla scena inglese, allorquando il nostro cantautore italiano, al secolo Amedeo Quagliarella, canta nella lingua di Shakespeare.

Canzoni come I’m not sleeping e Lou sono testimonianze vitali di un approccio stilistico che possiamo rimandare con libertà critica agli Oasis, senza che vi sia una codifica d’esecuzione calligrafica. Paper planes serba un senso della melodia rock che non si discosta dalle considerazioni fin qui esposte, qualificandosi per freschezza compositiva.

Step outside è una slow song di cui vogliamo sottolineare l’atmosfera eterea: musica per cuori infranti. C’è una certa sicurezza nelle canzoni di Willer, così dolcemente fondantesi in una voce lievemente trascinante, così come in un sound che fa della chitarra il suo strumento più significativoStreets of chance varia la matematica di questo cd, premendo sull’acceleratore di un power-rock che non vuole essere ritrito, quanto piuttosto segno di una proposta che vuole staccarsi dai recinti artistici più scontati per un ipotetico voyage in Inghilterra.

Tidal wave conferma l’altezza di un musicista che ci lascia emotivamente coinvolti in una dimensione sonora accattivante per rigoroso senso di forma canzone. Rusty tracks ci consegna la tappa finale di una raccolta di songs, che mischia impronta rock nuovamente a melodia, così felicemente sorretta dalla voce sensuale di Riff Willer.

In definitiva, Streets of chance è un lavoro discografico che possiamo autenticare per la sua smagliante espressività, che può varcare senz’altro i confini italiani, per affacciarsi alla scena rock mondiale per onestà d’intenti e per una genuina padronanza del rock nelle sue varie influenze specifiche.

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