MORE THORN THAN ROSE, UN’OPERA DI MUSICA CLASSICA MINIMALISTA

Chris Boutlier ci propone il suo raffinatissimo terzo album, intitolato “More thorn than rose”, tramutando temi popolari in opere che potremmo definire di musica classica minimalista.

La prima traccia, “I promise good things to come”, scorre piacevole, con una melodia lieve sorretta da evocativi arpeggi di pianoforte acustico. Un bellissimo suono che ricorda un violoncello si ode appena in lontananza. “S.O.S.” prosegue sulla medesima atmosfera rarefatta e tranquilla.

“Ultimatum”, il terzo brano, ha un andamento leggermente più agile, sempre sorretto dal suono basso del violoncello non reale, ma ben utilizzato, che accompagna con grazia l’intero lavoro. La quarta traccia è quella che dà il titolo al disco, “More thorn than rose”, muovendosi tra linee ancor più minimaliste. “You won’t forgotten here” scorre sinuosamente sui medesimi percorsi; mentre la successiva, “This is out it ends”, ha un andamento più concitato, che si rasserena nella seconda parte, lasciando spazio a un bel crescendo che emoziona con pochi accordi e una melodia di note che ricordano gocce di rugiada.

“From silence” inizia con suoni astratti sul canale sinistro, lasciando come sempre spazio al pianoforte con le sue indovinate melodie. “Forever awaits” ci regala uno dei temi più suggestivi del disco, ma non è da meno l’ottima “Easy love”. Ad accompagnare il pianoforte è sempre e soltanto il rarefatto suono del violoncello, che contribuisce a rendere il tutto ancora più avvolgente.

È proprio sull’ultima traccia, “Tokyo”, che possiamo ascoltare altri suoni oltre a quelli del pianoforte acustico, che rimane comunque protagonista, lasciandoci scivolare in un onirico mondo di serena pace interiore.

 

Giuseppe Scaravilli

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