“LAPSE”, IL VIAGGIO NELLE SONORITÀ DI MICHAEL NEAL

Lo straordinario pianista Michael Neal ci regala il delizioso lavoro intitolato ‘Lapse’, definito dallo stesso compositore ed esecutore “un viaggio durato svariati anni”.

Come nelle intenzioni dello stesso Neal, le dieci tracce del lavoro lo vedono impegnato in una serie di tecniche e stili diversificati, che conducono l’ascoltatore in un mondo liquido e rarefatto. Nessun altro strumento accompagna il pianoforte. Né sarebbe necessario. Il primo titolo, ‘Diminish’, ci avvolge in arpeggi convulsi eppure rasserenanti.

La successiva ‘Intention’ è invece un acquerello dalle atmosfere più quiete, che davvero ci incanta. ‘The lotus veil’, il terzo brano, è un altro affresco dalla bellezza lieve. ‘Teckniq’ alterna con destrezza l’arpeggio della mano sinistra alla melodia disegnata da quella destra. ‘Angel wings’, dal titolo evocativo, rasserena con il bellissimo susseguirsi di note che piovono come gocce di rugiada.

Tra gli altri brani si lascia particolarmente apprezzare l’eterea linea melodica di ‘Snow’, sorretta da uno squisito arpeggiato. La successiva ‘Everything deconscructs’ risuona più inconsueta, ma sempre gradevolissima. La conclusiva ‘Adrift’ suggella questo mirabile lavoro con una grazia infinita. Il pianoforte è forse il più completo degli strumenti, capace di emozionare, fondendo insieme accompagnamento, ritmo e linea melodica.

Quando il compositore e l’esecutore si uniscono, a loro volta, nella maestria priva di orpelli come quella che è in grado di regalarci Michael Neal, questo assunto si tramuta in tangibile, piacevolissima realtà. ‘Lapse’ è uno scrigno prezioso che, appena aperto, ci avvolge nella sua ammaliante bellezza.

 

Giuseppe Scaravilli

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