GIULIA MEI, TRA CHITARRE ACUSTICHE, AMORI E RIVALSE

Classe 1993, Giulia Catuogno, in arte Giulia Mei, è una pianista e cantautrice palermitana che coraggiosamente dà alla luce un album di dodici brani intitolato Diventeremo adultiPubblicato dall’etichetta “Il Cantautore necessario” e prodotto a Roma con la direzione artistica di Edoardo De Angelis, il disco è stato interamente composto e cantato dalla giovane autrice.

Tutta colpa di Vecchioni è il primo brano. Allegro e ironico, con un pizzico di folk dove il pianoforte è sostenuto dall’intera band che scandisce il ritmo e sottolinea la voce teatrale della cantante. Kundera, dedicato all’autore del romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere a cui si ispira per scrivere il testo, è un pezzo indie dove la Nostra è sempre attenta a creare orecchiabili ritornelli. Chitarre acustiche, amori e rivalse, i protagonisti di La 600 (tutta rotta): componimento allegro e divertente, che scorre timidamente fino a giungere al successivo.

La bellezza è una canzone pop nel quale l’Orchestra filarmonica di Dnepropetrovsk accompagna la voce di Giulia Mei in uno splendido arrangiamento pari ai testi che compongono l’intero lavoro. Intimistico e romantico, Lui. La voce viene accompagnata quasi totalmente dal pianoforte. Brano di appena due minuti e mezzo, a tratti malinconico, dove la voce e l’interpretazione sono la chiave di lettura. Tutta un’altra storia per E fattela ‘na risata! Sembra quasi volersi lasciare alle spalle la traccia precedente con questo piccolo capolavoro divertente e spensierato.

A mia madre, canzone romantica interamente registrata in presa diretta, dove pianoforte e voce s’intrecciano in un’incantevole armonia, inserendo sul finale la fisarmonica. Dal mood più swing jazz Maledetto. Il contrabbasso passeggia sulle note in levare del pianoforte, mentre la batteria accarezza con le spazzole le pelli. Sul finale, uno stupendo solo di armonica chiude in bellezza un brano che non ci si aspettava di ascoltare. Come un dono inatteso. Ancora una volta pianoforte e voce per Quelli che amano hanno lo sguardo più lucido e folle che c’è. Una ballad in tempo ternario, quasi una ninna nanna dove si inserisce un violoncello sullo sfondo.

Dalle sonorità più rarefatte ed elettroniche Destinatario inesistente. Suoni lunghi e chitarre acustiche per una canzone che si discosta ancora una volta dal sound cardine dell’intero album e che riesce a dare varietà all’ascolto, senza però perdere la bussola. Torniamo di nuovo al folk con Vivi, c’hai la vita, deficiente! Brano “dedicato a chi troppo spesso si dimentica di viverla (la vita) e si perde tra rimpianti e rimorsi”. A chiudere il lavoro un omaggio a Francesco Giunta, cantautore siciliano, con il brano Iu c’àiu a tia, pianoforte e voce.

Giulia Mei, una piccola grande scoperta nel panorama indie pop musicale. Un’artista che scrive testi pregni di significato e che canta di quello che conosce: amore, passioni, sofferenze. Ma soprattutto una ragazza che suona, compone e crede con tutte le sue forze nella propria musica.

 

Davide Agrò

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