AWAKE TO DREAM, IN UN VORTICE DI NOTE E SENTIMENTI

Secondo lavoro discografico per Reis Taylor Dixon che mette in gioco il proprio dolore e lo trasforma in musica. Awake to dream, composto da dodici tracce, descrive l’incertezza del proprio futuro, l’angoscia e la perdita di un amore. Un album romantico sotto tutti i punti di vista, dal suono alla copertina.

 

Breathe, the year is 1991, primo brano. Entrano in gioco pianoforte, musica elettronica e percussioni (sembrerebbe un glockenspiel). Appaiono fusi in una semplice melodia dove ogni strumento trova posto senza prevaricare sull’altro.

Al secondo minuto un guizzo pianistico prende il sopravvento, creando quel senso di movimento e lasciando a quest’ultimo il compito di concludere.

Segue il breve e delicato The world I had to give was yours. Il titolo, già molto eloquente, lascia intuire il mood del brano, che scorre piacevole e ricco di effetti di riverbero che accentuano la tristezza e la solitudine dell’autore.

Movimento e dinamica per Farewell sisters, Abbie and Rebekka, dove la straziante melodia cantabile presenta un’armonia più complessa che ne fa una composizione più ricercata nel suono con un sorprendente effetto “reverse” parte finale.

Note acute e leggeri pad elettronici corrono in Forgiveness, one day… L’artista si cimenta in un lunghissimo brano di oltre cinque minuti, concludendo con una citazione del Canone di Pachelbel.

Injongo – Brighter days ahead. Dalla lingua nguni parlata in Sudafrica e Lesotho, “injongo” si traduce in “scopo”. Il pezzo, dal ritmo più veloce dei precedenti, sembra essere un timido risveglio emotivo e un monito ad andare avanti e cercare la luce.

Ancora una volta struggenti e dolci melodie in Writing my message to life avvolgono l’ascoltatore trasportandolo in un vortice di note e sentimenti; i rallentati enfatizzano il mood e descrivono egregiamente il sentimento che Reis Taylor Dixon vuole trasmettere.

Con chiaro riferimento all’autore dell’artwork, Ebony and ivory, the Mark Grieves collection è un brano più meditativo, dedicato alle singolari e romantiche opere dell’artista.

Awake to dream, brano che dà il nome all’album, può ben riassumere il concept dell’intero lavoro. Si sviluppa in più di quattro minuti, dipingendo in note la realizzazione di sogni dove mente e cuore devono essere svegli.

Egregiamente descritta in musica “la deriva spaziale” in Drifting through space (a solitary transcript for film) presenta un riverbero lungo e insidioso che non impasta mai il suono del pianoforte e che enfatizza la sensazione di spazio infinito, aiutato da pad elettronici al secondo minuto.

Dopo la breve digressione spaziale torna il romanticismo con Epilogue for a white rose; mentre a chiudere il lavoro inedito, A sense of belonging, sembra voler mettere il punto e voltare pagina, concedendosi una tregua dal suo supplizio.

A concludere il lavoro un estratto, una cover, Clair de lune, il terzo movimento della suite bergamasque di Debussy.

Romantico, struggente, malinconico. Un album molto personale che trasforma in musica il dolore del cuore.

 

Davide Agrò

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