A LETTER FROM MARS, UN VIAGGIO INTERSTELLARE SULLE NOTE DEL PIANOFORTE DI DAVID GÓMEZ

Di Davide Agrò –

David Gómez, classe 1975, spagnolo nato in Svizzera. È pianista, compositore, autore di A letter from Mars (Blue Spiral Records), un disco composto da dieci tracce al pianoforte, tra archi ed elettronica.

Primo brano, che dà anche il titolo all’album, si presenta sognante e fantascientifico. Una melodia appena accennata immersa su alcuni suoni lunghi e tenebrosi, che accompagna l’ascoltatore verso il viaggio sonoro che lo aspetta. Violino e pianoforte sono i protagonisti di A martian in New York. I due strumenti si intrecciano, dialogano e poi smettono, interrotti dal caos dei clacson di una città viva e pulsante. La magia non finisce però e riparte, consapevoli adesso di uno sfondo metropolitano che suona assieme agli strumenti convenzionali.

Più vivace e con un pizzico di nostalgia On any planet but here. Dopo il primo minuto si addensa e infittisce, prendendo una piega più scura, ma è solo un espediente per ripetere il tema principale, sullo sfondo sempre presenti fasce sonore simili a violini che sostengono e colorano la composizione. Alla traccia numero quattro troviamo Live in another life dove il pianoforte tesse un’orecchiabile melodia in continua ripetizione, contaminata da un’elettronica mai invadente, che le conferisce spessore. Lenta e quasi sospesa, Gravity ci fa immaginare di stare galleggiando sulle note del pianoforte, mentre sullo sfondo si contengono lo spazio sonoro cinguettii di uccellini, sonde spaziali e vuoto cosmico.

Un imponente ingresso contraddistingue Spacewoman dove il gusto cinematografico dell’autore prende il sopravvento regalandoci un brano più orchestrale, ricco di suoni lunghi, archi e ampi respiri. Ancora una volta a muoversi attorno al tema del pianoforte nel balletto sonoro sono gli archi e l’elettronica. The door to the stars scivola lento e sognante, lasciandosi sedurre a tratti dai coprotagonisti intervenuti a sostegno della composizione.

Infiniti echi collocano Thousands of pianos floating on the moon in un’ambientazione fiabesca. La dolce melodia sciolta dal pianoforte si immerge sempre più tra gli effetti sonori e i droni fantascientifici che la accompagnano… fino alla Luna. Il viaggio sonoro interstellare non è ancora giunto al termine e Between Jupiter and Saturn ci porta ancora una volta nello spazio. Il violino, ora protagonista, danza su accordi più sgraziati; una breve pausa al secondo minuto dona respiro fornendo l’occasione per la ripartenza. Sullo sfondo tintinni simili a campanelle e lunghi echi. Ultimo brano del disco, Welcome to Nüwa pone il suo punto di forza sul violino che irrompe facendosi largo tra gli accordi del pianoforte. Ad accompagnare l’arco dei suoni provenienti da un futuro lontano mentre il finale, tutto spaziale, si conclude con la frase “bienvenido a Nüwa”.

Futuristico, a tratti cinematografico, ma soprattutto minimal. A letter from Mars di David Gómez è caratterizzato dal movimento prodotto, non tanto dal pianoforte, quanto piuttosto dai suoi coprotagonisti che gravitando attorno allo strumento e ne colorano e addensano le trame sonore spingendolo in direzioni diverse. Un lavoro che, con tanta eleganza ed esperienza, mette in tavola un prodotto di ottima qualità.

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