TALKING PAINTINGS, I QUADRI PARLANTI DI FRANCESCO BONGIORNO

De La redazione –

Se c’è un artista in grado di catturare l’essenza del paesaggio sonoro contemporaneo, quello è senza dubbio Francesco Bongiorno. Pianista, batterista, compositore e produttore musicale originario di Petralia Sottana in provincia di Palermo, ci conduce attraverso il suo nuovo progetto di pianoforte solista, l’album “Talking paintings” (Blue Spiral Records).

Disponibile su tutte le piattaforme digitali, la raccolta si caratterizza come un ventaglio di suggestioni che coinvolgono e invitano ad esplorare le profondità dell’animo umano. “Paintings one”, “Painting two”, “Painting three”, “Painting four”, “Painting five” e “Painting six”, ogni traccia è un quadro parlante che narra storie di emozioni, fragilità e bellezza, in un perfetto equilibrio tra l’intimo e l’universale.

Assaporare ogni composizione è come passeggiare attraverso una galleria d’arte, dove ogni “dipinto” è un universo a sé, pronto a collidere con le nostre personali esperienze e sentimenti. Un viaggio strumentale minimale e coinvolgente durante il quale, con una tavolozza sonora ricca di sfumature, Francesco Bongiorno si dimostra un vero alchimista dell’ascolto.

La scelta di suoni e metriche non convenzionali è una delle caratteristiche che rende “Talking paintings” davvero affascinante. L’autore sembra voler sfidare le aspettative: anziché attenersi a strutture consolidate, si avventura in territori inesplorati, mescolando influenze diverse e creando una “parlata” musicale tutta sua. Ogni pezzo è un capitolo di una storia più grande, una narrazione che si svela lentamente. Track by track.

Un racconto appassionato e appassionante dove padronanza tecnica e un buon bagaglio di idee sono la prova provata che il talentuoso musicista palermitano si è guadagnato di diritto il proprio posto nella nostra scena underground. Capace di trascendere i confini tradizionali con la sua originalità, Francesco Bongiorno ci presenta un lavoro davvero ben fatto che ci ricorda che la musica è, in definitiva, il linguaggio del nostro io più profondo.

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