L’INDIE LIBANESE DEI POSTCARDS, DA BEIRUT

postcards1_musicaintornoPostcards, from Beirut”.

Non è la storpiatura della famosa canzone dei Beirut “Postcards from Italy”, ma la città di provenienza di un gruppo emergente, con un sound folk un po’ nostalgico ed evocativo.

In tour per l’Europa da quasi un anno.

Lo scorso 18 ottobre è stata la volta di Roma e la band libanese si è esibita a ‘Na cosetta, il popolare bistrot del quartiere Pigneto, che già da tempo abbina ormai le sue serate a concerti di gruppi in ascesa ed altri più noti.

Al loro secondo album i Postcards suonano insieme dal 2012: dalla bellissima voce di Julia Sabra (ukulele, mandolino, chitarra e voci) alla chitarra di Marwan Tohme, alle percussioni di Pascal Semerdjian (batteria e armonica) e al basso e tastiere di Rany Bechara.

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Hanno accompagnato i concerti dei Beirut, Angus e Julia Ston, e – per la seconda volta nella capitale – ancora ospiti a ‘Na cosetta, come lo scorso febbraio. In entrambe le esibizioni è stato un grande successo e il pubblico ha apprezzato il sound folk e dream, legato a sonorità orientaleggianti, che rendono la musica dei quattro ragazzi di Beirut decisamente originale.

Legati certo alla band statunitense, che ne ha ispirato il nome e lo stile, ma anche ad altri gruppi folk come i Fleet foxies e al più famoso Nick Drake, con il loro ultimo album “What lies so still” del 2015, sono stati lanciati definitivamente nell’olimpo dell’indy per non fermarsi più.

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Conquistati i cuori dei romani presenti alla loro ultima esibizione, la band libanese muove alla presa dell’Europa con brani come “Walls”, “Lakehouse”, “Where the wild ones”.

Sound evocativo e magico targato Postcards.

 

 

Gianluca Nicotra

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