MUSICA TRAP, LA NUOVA TENDENZA FIGLIA LEGITTIMA DEL RAP

Che il pubblico giovanile sia sempre stato considerato una cerchia di influenza fondamentale per il successo di artisti e musicisti è assodato. Ciò, ad esempio, è stato palesato dall’avvento del rap, una delle più adeguate forme di espressione e denuncia per quelle figure che, in aperta opposizione alle condizioni sociali, economiche e politiche del contesto in cui vivevano, trovavano in quella musica un…

locus amoenus in cui cullarsi.

Affermatosi negli ‘70 in America, come branca del movimento culturale e musicale dell’“hip hop”, prese velocemente piede in molti altri stati, creando a sua volta conseguenti tendenze musicali e culturali. Un esempio è rappresentato dalla trap, figlia legittima del rap, nata nelle cosiddette trap house di Atlanta (luoghi in cui gli artisti si riunivano, producevano la propria musica e vendevano sostanze stupefacenti).

Questo tipo di musica differisce dal rap per numerose questioni, quali la diversa figura ritmica, il tipo di messaggio che l’artista intende lanciare e l’attenzione che si sposta da un ambito prettamente “orale” ed “emotivo” ad uno più improntato alla ricerca del suono, ora ancor più “musicale”, spinto e diretto, volto dunque al mercato aziendale e monetario.

Non è infatti raro trovare, nei testi dei cosiddetti “trapper”, parole e pensieri privi di qualsiasi intento ideologico, in quanto, a detta del mercato attuale, ciò che risulta più vendibile, non sono tanto i “pensieri” quanto piuttosto i “suoni”. Le basi musicali della trap si contraddistinguono infatti per i pesanti e ripetitivi “kick”o per l’utilizzo continuo di sintetizzatori e “sequencer”, espedienti funzionali a quello che è il tipo di musica a cui si tenta di arrivare: una musica nuova, propria dei giovani. In Italia produttori come Sick Luke, Charlie Charles, Ava o giovani artisti come Sfera Ebbasta, hanno portato alle estreme conseguenze questo tipo di musica, arrivando a numeri che mai, prima di allora, erano stati raggiunti nelle classifiche musicali.

D’altra parte, è come se con l’avvento della trap si fosse innalzato un muro tra artista e ascoltatore; l’oggettiva incomunicabilità sposa il contesto sociale in cui si vive. I giovani si rispecchiano inevitabilmente in tutto questo, in un mondo dove si vuole avere tutto e subito, dove la tecnologia ha preso il sopravvento. Del resto è risaputo: la tecnologia limita i pensieri, i pensieri emanano parole. Quest’ultime, qualora non esistano pensieri, risulteranno scarne o prive di un qualsiasi fine.

 

Marco Fichera

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