“STARE BENE”, LA RICETTA POP PER GUARIRE DA NOI STESSI

Con “Stare bene” (Rossodisera) Andrea Giraudo fissa il focus del suo progetto musicale su un pop cantautorale frizzante.

Basti ascoltare brani come “A chi resterà” e “Chi sarà mai”; in “Cuore amico” si serve addirittura di un coro; “Dieci anni” invece è una semplice canzone romantica. “Stare bene” è un’ariosa track in cui Giraudo può lasciar scivolare i suoi liberi pensieri sorretti dal pianoforte.

“L’sola in due” non varia la formula di un pop frivolo. “Poker” ci racconta una vita stagionata in cui il nostro assume una visionarietà amara che cattura; “La clessidra” è un altro pezzo festante che si giova nuovamente dei cori. “Un mondo cassetto” ci regala l’istrionismo vocale di Giraudo. “Potere e volere” ci spiazza all’ascolto rispetto a quanto sentito prima: certo pop, ma secondo una formula più ricca e sanamente spregiudicata.

“Virgole in pasto” è cantautorato maturo come nel finale “La guarigione”, in cui un’ulteriore sprint ritmico codifica le direttive di una proposta musicale positiva.

 

Giandomenico Morabito

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