“SENZA USCITA”, NON SEMPLICE ROCK DI DENUNCIA MA RABBIA!

I Tiro si affacciano nella scena rock alternativa nazionale con “Senza uscita”.

La loro proposta musicale (a seguito di un Ep pubblicato nel 2017 e dopo aver suonato con artisti come Punkreas e Giorgio Canali) sfoggia di già un taglio abrasivo con la track iniziale “Fiori di silva”. È un’attitudine maschia quella che caratterizza I Tiro: come non sottolinearla nel secondo brano “Il vuoto”?

Ancora rock d’impatto con un testo che mai sfiora il banale. “11” si colora di tinte sensuali senza risultare melensa, come potrebbe succedere in scenari testuali simili. “Recettore beta” conferma una certa maturità compositiva della band, tra riff ed assoli chitarristici deraglianti, segnati da un testo che non suona ritrito. “Seguimi” mette in luce ancora una volta le doti del cantante, che regge una composizione più lenta rispetto alle altre appena ascoltate.

“Il futuro non serve” descrive la desolazione di questi tempi precari. “Aprile” infonde coraggio con un testo pieno di simboli e soprattutto con una soluzione musicale che mischia credibile melodia con impatto. “Esseri umani” si occupa d’ingiustizia sociale: l’immigrazione. “Il nostro tempo” è un quadro su questa generazione che non riesce ad insorgere contro il dominio del potere: non semplice rock di denuncia, ma rabbia!

La finale “Liquida” è un brillante ritratto di donna, sorretto da una composizione fluida. Per appassionati di rock nazionale.

 

Giandomenico Morabito

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