“L’ESTATE DEL ‘78”, MIRABILE CONNUBIO TRA LETTERATURA E MUSICA

Roberto Alajmo è l’autore del bel romanzo “L’estate del ‘78”, opera dalla quale il talentuoso compositore siciliano Marco Di Stefano ha tratto ispirazione per il suo album di pianoforte solo.

La cifra stilistica di Marco Di Stefano è contraddistinta da note di una sconfinata dolcezza, che infondono nell’ascoltatore pace e serenità. Niente orpelli, nessun altro accompagnamento strumentale. Il pianoforte riempie lo spazio sonoro ed emozionale senza che vi sia necessità di aggiungere altro.

Durante una calda estate del 1978 il giovane protagonista del romanzo incontra la madre, senza sapere che quella sarà l’ultima volta. I dieci titoli del disco riflettono le atmosfere evocate dal romanzo (Sellerio Editore). Letteratura e musica qui trovano dunque qui il loro mirabile connubio.

Il terzo brano del lavoro, intitolato “L’ultima volta di ogni cosa”, ha tratto ispirazione da una melodia ascoltata in sogno dallo stesso compositore durante un’estate di 40 dopo, nel 2018. La stessa musica che nel sogno udiva un uomo dai capelli brizzolati in cammino, con aria serena, attraverso le vie di un paese dell’entroterra siciliano non meglio identificato, tra case di pietra e persiane colorate. Il protagonista del sogno finisce con il cantare questo motivo soave, dal quale nasce l’intera opera in musica, che trova la sua completezza ispirandosi alla successiva lettura del romanzo di Roberto Alajmo.

 

Marco Di Stefano suona in prima persona la traccia 9, intitolata “Il talento di Elena”, mentre gli altri acquerelli musicali sono eseguiti con grazia e perizia sopraffina dal bravo pianista Dario Carnovale. Dieci quadretti in musica dalla delicatezza infinita.

 

Giuseppe Scaravilli

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