“IN-DEPENDENCE TIME”, L’UNIVERSO ONIRICO E VIRTUALE DEI THE LIZARDS’ INVASION

I vicentini The Lizards’ Invasion propongono un certo approccio rock che vuole attualizzarsi nelle tessiture delle due chitarre e della tastiera, suggellate dalla voce del cantante Resti (come in INdividuals, la traccia che apre il progetto d’esordio IN-dependence time).

L’atteggiamento della band non cambia in seguito: vocalizzi liberi, intrecci di riff e tastiera che non vogliono essere segno di un atteggiamento retrò, bensì versatile, in funzione di un suono rock anni Dieci, avulso da zavorraggi strettamente hard e/o prog (in Insider e in INvasion).

C’è pure spazio per un brano con incipit acustico (INterlude), in cui il gruppo sciorina una certa accortezza tecnica. Successivamente la loro formula compositiva offre spazio ad un po’ di sperimentazione, tratteggiata stavolta da arabeschi art-rock (INdestructible). Alla fine un po’ di ariosità non guasta (INcredible) per determinare la qualità di un disco che vuole indubbiamente sottrarsi dalle brame del rock mainstream tricolore e no.

 

Giandomenico Morabito

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