GUNS AMARCORD IN LOOP, PARTE SECONDA

 

Guns N' Roses reunion_musicaintorno… La chitarra solista, svisando, esplode infine nel riff iniziale. Si entra a Paradise City.

Intanto i due ragazzi commentano My Michelle e l’inquietante arpeggio dell’inizio, e Think about you con i suoi 5 colpi di cowbell dell’intro. Di seguito una delle pietre più preziose dell’album; proprio quasi alla fine Slash esplode con un pattern di chitarra solista veramente unico in Sweet child o’mine, come del resto splendidi e intensi, preziosi, sono tutti gli interventi solistici in questo brano, lato romantico della band di Los Angeles. Seguono You’re crazy, esegesi, nella versione hard del brano, di un amore sbagliato (in G N’ R Lies abbiamo la versione acustica) e Anything goes con il suo caratteristico intro.

Siamo alla fine. Il pezzo che chiude questo album dà la cifra stessa, stigmatizza sino in fondo il livello di sonorità espressiva del lavoro compositivo di questi artisti, è il caso di Rocket Queen; intro di batteria e un pattern di basso, poi di seguito, in successiva esposizione, il resto degli strumenti. Atmosfera soffocante e psichedelica chiudono l’ascolto dell’album e la serata. I due ragazzi finiscono quello che rimane delle birre, si alzano e, quasi sul punto di andarsene, arrivano da un tavolo vicino altri due. Due ragazzini sui 15. Uno di loro si avvicina con fare timido e scaltro: «Scusami, puoi dirmi il nome dell’album che stavate ascoltando?» Il giubbotto di pelle interpellato, si gira verso l’amico, poi si volta nuovamente verso il ragazzo più piccolo, sorride e dice: «Guns N’ Roses, Appetite for destruction.»

Appetite for destruction_musicaintorno

Salutano con un cenno, si dirigono verso la porta e scompaiono inghiottiti dalla notte. I baby boy li osservano per un po’, si risiedono al tavolo, alcune lettere digitate sulla tastiera. Un gruppo, un album, un salto all’indietro nel tempo. Il primo pezzo comincia a scorrere, siamo a Los Angeles.

 

Orazio Andrea Ricca

 

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