CLAUDIO BAGLIONI, 50 ANNI DI PASSIONE CON AL CENTRO LA MUSICA

50 gli anni vissuti in musica, 60 i milioni di copie vendute in tutto il mondo, 39 gli album pubblicati, 27 il numero delle settimane in cui è rimasto in vetta alle classifiche italiane. 1964 è l’anno che sancisce il suo esordio sulle scene; 1968, invece, l’anno in cui l’appena diciassettenne Claudio Enrico Paolo Baglioni compone le sue prime canzoni: “Signora Lia” e “Interludio”.

Numeri altisonanti; numeri che indicano una vita dedicata a una passione forte, innata, conclamata: la musica. Numeri che trasmettono una palese idea di successo – certo – ma chi si nasconde dietro quelle cifre?

Claudio Baglioni 50 anni al centro è il tour di 35 date che l’artista romano ha fortemente voluto per festeggiare i 50 anni di carriera e che – pare – voglia prefiggersi di rispondere al nostro quesito. “Centro” è la parola chiave, il liet motiv che, come per incanto, si ripresenta in tutto il percorso artistico di Baglioni: la musica al centro di tutto.

Con dovizia di particolari tecnico-scenografici e accorgimenti strutturali al palco, il Divo Claudio fa dono ai suoi spettatori di uno show “sui generis” ed innovativo che, come fulcro, ha l’Arte in senso lato. Sul palco rotante e in continua evoluzione si avvicendano artisti, funamboli, acrobati e ballerini. L’orchestra, composta da 21 musicisti polistrumentisti, viene posizionata ai quattro angoli e le immagini, che scorrono sugli schermi, coinvolgono e incantano lo spettatore. Un concerto da vivere a 360 gradi, che avvolge totalmente, inebria, non solo di musica e che tocca, con una vena di dolce nostalgia, il viaggio meraviglioso percorso da Baglioni in questi 50 anni.

Un percorso privo di staticità, in cui Claudio ha saputo fluire verso diversi generi: dal melodico più raffinato al pop e assorbire e far sue quelle tendenze e sonorità che lo hanno reso l’artista versatile e poliedrico, apprezzato da più generazioni. Ad appena tredici anni partecipa al primo concorso canoro per giovani talenti; l’anno successivo vincerà lo stesso concorso e gli viene regalata la prima chitarra, che imparerà a suonare da autodidatta. Da quel momento in poi sarà tutto un crescendo di eventi, successi ed emozioni che, di riflesso, regala al suo pubblico; i premi e i riconoscimenti sanciscono l’indiscutibile talento e l’amore di chi lo segue. Non si possono non menzionare la definizione di “Canzone italiana del secolo”, al Festival di Sanremo del 1972, per “Questo piccolo grande amore”; la vittoria di “E tu…” al Festivalbar del ‘74; il premio come miglior cantante dell’anno al concorso Vota la Voce nel 1981; le premiazioni a ben due edizioni del Music Awards; l’onorificenza, attribuitagli nel 2003 dal Presidente della Repubblica Ciampi, di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Strada facendo – concedetemi il gioco di parole, nel corso di questo viaggio, la meta è e rimane sempre la musica: obiettivo unico, che si incastona perennemente “al centro” delle scelte cruciali e professionali di Baglioni. Tanto dimostra anche nello scardinamento del celeberrimo format del Festival di Sanremo, per il quale Claudio, dal 2017 è presentatore e “dittatore artistico”, come lui stesso ama ironizzare.

Ritorniamo così a quel numero 50 e a quelle due parole, “al centro”, che potrebbero sembrare riduttive, rigide, limitanti ma, al contrario, rappresentano ciò che di più sublime e romantico si possa donare a qualcuno o a qualcosa: una dichiarazione d’amore. Sì, perché Claudio, in questo modo, si dichiara: lascia fluire dolcemente, attraverso un numero e due parole, il sentimento profondo e il legame assoluto che lo hanno congiunto e consacrato totalmente alla musica. Sentimento che, come quelli più puri, non conosce tempo, né distanza, né età. Sentimento che, prepotentemente e sfacciatamente, può rimanere ancorato lì, nel cuore, per 50 anni e oltre… al centro.

 

Brigida Buonfiglio

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