ZAPPING THE BAND, PIMPULU-PAMPULU-PARIM-PAMPUM!

“Ragazzi! Sta per iniziare Bim bum bam!” urlai, raccogliendo quello che restava della mia bicicletta. Era arrivata come regalo di promozione in prima media: rosa metallizzata con il cestino di vimini in tinta… bellissima!

Decisi di inaugurarla con una gara di velocità contro i miei tre vicini di casa perché – è risaputo – vincere con dei maschi dà più soddisfazione! Mio fratello diede lo start e io, saettando, tagliai il traguardo qualche istante dopo. Tutto calcolato. L’unico parametro che avevo omesso di far rientrare nei miei calcoli era la ghiaia assassina che, per un principio fisico-dinamico a me ignoto, mi catapultò, dopo la frenata, a qualche metro più in là insieme a poche schegge di vernice rosa metallizzata e al cestino di vimini in tinta. Che triste varo! Peggio di me solo il Titanic. Sanguinante e dolorante mi rialzai e, con spirito da guerriera, fissai negli occhi i miei avversari, rivolgendo loro uno sprezzante: “Ho vinto io!” Poi, un pensiero improvviso, guardai l’orologio e realizzai che erano quasi le 16:30…“Ragazzi! Sta per iniziare Bim bum bam!”. In qualche frazione di secondo si dileguarono tutti e io potei godere delle cure amorevoli della mamma, dei toast con la marmellata fatta in casa e del mio programma preferito.

Quanto sarebbe bello rivivere quegli istanti! Quanto mi piacerebbe che ci fosse qualcuno, così come l’inossidabile Cristina D’Avena con il potere di riportare alla nostra mente di adulti affaccendati quelle sigle che conosciamo tutti a memoria. Ma, aspettate… ma sì, c’è già! C’è Zapping – The Band!

 

Già molto noti sul web, mi imbatto per la prima volta in un loro concerto al Comicon di Napoli 2018 (una delle manifestazioni di maggior successo in Italia nel settore fumetto/cosplay/videogames/movies) e rimango esterrefatta. Orde di miei coetanei che urlano e si agitano, cantando canzoni e mimando strane coreografie. C’è la signora procace che guarda ammiccante il marito (almeno spero sia il marito!) e gli rivolge un “Sei furbo Lupin!”. Un passo più in là il mio sguardo si catalizza su un tizio che, con un braccio puntato in aria “si trasforma in razzo missile con circuiti di mille valvole”. Diventano tutti androgini spadaccini quando suonano “Oh Lady, Lady, Lady Oscar, tutti fanno festa quando passi tu!”. Ma quando parte “O- O- O- Occhi di gatto” scoppia il delirio e mi lascio coinvolgere e sconvolgere. Ho deciso: voglio incontrarli!

Tiziana Cerza (vocalist) mi accoglie con un sorriso radioso e dolcissimo. È con Luca Pietrapertosa (bassista) e mi spiegano che è proprio dalla loro passione per tutto ciò che riguarda l’amarcord anni ‘80 che nel 2011 nasce l’idea della band.

«Com’è cominciato il progetto, così sfidante, di una band un po’ sui generis come la vostra?» chiedo.

Mi risponde Luca: «Ho sempre amato tutto ciò che ha fatto grande la televisione dagli anni ‘70 ad oggi. Da musicista, ovviamente, mi soffermavo ad apprezzare le musiche di film, telefilm, sigle TV e cartoni animati. Così, insieme a Tiziana, decidemmo di costituire un gruppo per proporre, in giro per i locali e le piazze della Campania, uno spettacolo composto da diversi medley. Abbiamo iniziato in questo modo, da pionieri del settore, con un discreto riscontro da parte del pubblico.»

Mi rivolgo a Tiziana: «Ho notato, però, un’evoluzione della band. Cos’è successo dopo quella fase di start-up?»

«È vero, gli anni tra il 2012 e il 2013 sono stati di maturazione e scelte cruciali per il futuro del gruppo, cosicché, abbandonando momentaneamente le sigle TV, ci siamo rapportati con artisti del calibro di Clara Serina, Riccardo Zara ed Enzo Polito. Nel 2014 prende corpo lo ZAPPING CARTOON PROJECT: il focus verte sulle più belle sigle dei cartoons degli anni ‘70/80/90. Ripartiamo con slancio, esibendoci su palchi importanti come Comicon Napoli e Cavacon, e collaboriamo con artisti del cast di Made in Sud. Prendiamo parte, inoltre, nel 2016, alla rubrica radiofonica di Radio punto zero: “Zero pensieri” con Marco Critelli di Made in Sud e Alessandro Maddaloni, riproponendo ogni settimana un medley live» conclude soddisfatta Tiziana.

«Nel 2017 gli Zapping escono dai confini campani per un’esibizione su un palco d’eccezione: il San Marino Comics. Un punto di svolta importante, non è così, Luca?» tirandolo in ballo.

«Assolutamente sì», conferma entusiasta. «L’emozione di esibirsi con Clara Serina (I Cavalieri del Re), Douglas Meakin (Super Robots), Stefano Bersola e Pietro Ubaldi è stata unica! Sullo stesso palco abbiamo avuto l’onore di pilotare una band di circa 40 elementi nel contest Cartoon cover arena. Esperienze che segnano indelebilmente!» conclude.

«Parallelamente a ZAPPING CARTOON PROJECT, prende forma un altro progetto altrettanto coinvolgente: ZAPPING TV SHOW. Giusto Tiziana?»

«Esattamente! I due spettacoli sono accomunati dalla proposta di medley di sigle conosciutissime da tutti ed è proprio questo che spinge il pubblico a partecipare con enfasi ed entusiasmo. Ma, mentre per il “Cartoon project” proponiamo solo sigle di cartoni animati dagli anni ‘70 ai 2000, indossando costumi cosplay (sono quegli abiti coloratissimi che rievocano i personaggi fantasy, N.d.R.), per il “TV show” lo spettacolo verte sulla rievocazione delle musiche di sigle di film, telefilm e varietà, come facendo, per l’appunto, zapping sul telecomando. In quel caso i musicisti indossano camici di addetti RAI e i cantanti si cambiano d’abito durante lo show.»

Non c’è dubbio che gli ZAPPING siano una band propositiva ed originalissima. Mi domando se ci possa essere qualcos’altro che bolle in pentola.

Stavolta è Luca che appaga la mia curiosità: «Stiamo pensando a delle iniziative ambiziose che prevedono alcuni live in diverse regioni d’Italia e c’è in cantiere un progetto che ci permetterà di esibirci, con altri artisti, in un famoso teatro. Ma su questo punto sono un tantino scaramantico… magari ci ritroveremo a parlarne più in là, a lavori ultimati!»

Luca cerca con gli occhi l’approvazione di Tiziana e si sorridono amabilmente. La mia curiosità riprende il sopravvento e il mio infallibile sesto senso mi sussurra all’orecchio le note di “Love is in the air”. Cosa succede qui? Li guardo con un’espressione interrogativa, fino a quando la mia attenzione ricade sui loro anulari sbrilluccicosi: «Ma sono fedi quelle?» Chiedo, indicandole.

Ridono. «Siiiì… ci siamo sposati due mesi fa!» Rispondono in coro.

Sono spiazzata, ma neanche tanto. Del resto è risaputo: le passioni comuni riescono a creare legami unici e forti, consolidano unioni e possono far nascere sentimenti. Come quella sigla che fa: “Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo. Shiro e Mila che dolce sentimento è!”. L’avete letta cantando, vero?

 

Brigida Buonfiglio

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