SERENA BRANCALE: “VIVI I MOMENTI, AMA LA MUSICA, AMA. COME TI PARE!”

Eclettica; con quella sua voce duttile, versatile, riconoscibile…

Musica Intorno incontra la cantautrice pugliese Serena Brancale e sono #goodvibrations.

“Vita d’artista” è il nome e il senso del suo progetto discografico:

«È tutto pronto, dobbiamo solo capire quando è il momento giusto!» ci svelato Serena, presentandoci in anteprima l’album, ricco di suoni e contaminazioni anni ‘80, a metà tra il romantico e l’autoironico. Accompagnata dalla sua abilità con l’elettronica, espressa con multipad e loop station e da altri artisti che hanno collaborato con lei in quest’ultimo lavoro, Serena Brancale ci esorta:

“Vivi i momenti, ama la musica, ama. Come ti pare!”

Nata in una famiglia di musicisti, ma tante esperienze artistiche differenti. Come si definirebbe Serena Brancale?

«Sono sempre stata attratta da tutte le forme d’arte, ho sempre coltivato la mia passione per la danza e la recitazione. Dopo la maturità, mi sono iscritta all’Accademia delle Belle Arti di Bari in grafica pubblicitaria e fumetto e ho avuto esperienze in radio, che mi hanno aiutato a lavorare sulla dizione: insomma tanti input che mi hanno portata ad essere quella che sono oggi, con la stessa voglia di rimettermi sempre in gioco.»

Molta gente ti ha conosciuto e apprezzato dopo l’esperienza a Sanremo nel 2015. Come l’hai vissuta? La consiglieresti a un giovane artista?

«La rifarei domani! Ogni cantante lavora per questa esperienza. Posso dire che è un sogno che si è avverato, ti dà tanto coraggio e tanta forza: sei tu da sola su quel palco e devi dare tutta te stessa! Una cosa che ho capito è quanto sia difficile fare musica in televisione, a volte si pensa sia tutto molto piatto e invece ho apprezzato anche altri artisti che da casa non mi piacevano. A un giovane la consiglierei, avere quell’incoscienza della gioventù aiuta.»

È uscito “Come ti pare”, il singolo che annuncia il tuo nuovo disco. Che messaggio vuoi lanciare?

«A me piacciono le cose semplici, le cose che arrivano senza troppe infrastrutture. Uso molto i miei social perché penso che musica e vita privata spesso vadano di pari passo, mi faccio conoscere per quello che sono. Anche per la promozione di “Come ti pare” ho utilizzato dei video divertenti fatti dai miei amici più cari e il messaggio alla fine è questa modalità di vita: “Vivi i momenti, ama la musica, ama. Come ti pare!”

Più volte nelle tue parole ricorre la parola “sperimentazione”. Quando sei in quella fase, che cosa ti influenza maggiormente e ti ispira?

«Mi rifaccio sempre a generi di musica molto difficili, perché la musica difficile arriva piano piano ma quando arriva ti dà tante soddisfazioni…

… La verità è che non sono portata a fare musica pop “facile”. Non è un vanto, è un dato di fatto.»

D’altronde nella tua musica c’è un bel mix di generi, a quale ti senti di appartenere di più?

«Se dovessi rapportare quello che faccio a un riferimento, mi rivedo in Pino Daniele: viveva la musica come me, la musica che non funziona ma alla fine funziona; perché i live con la musica che non è fruibile a tutti creano un pubblico che ti sarà fedele per sempre, non il pubblico da tivù legato al momento.»

Da cantautrice, cosa ne pensi del cantautorato in Italia?

«Non sono molto per le mode, non mi sento parte di nessuna: non faccio trap, non faccio rap, non faccio reggaeton. Sono piuttosto dalla parte di chi con la musica si racconta, rimanendo autentico, unico, anche in piccolo, ma senza snaturarsi seguendo una tendenza.»

Prima di salutarci, un artista con cui duetteresti?

«Tantissimi! Mi piace molto Ghemon, anche Levante a dire il vero, ma siamo due donne: meglio con un uomo!»

 

Matteo Caraffini

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