“NETWORK ‘ON AIR!’, LA RADIO A TEMPO DI SOCIAL”, ON SHARING DJ GIUSEPPE

«I nuovi cantanti possono entrare nel mondo della radio solo se pagano. Le radio fanno passare dischi a pagamento!»

Ma partiamo dall’inzio… della fine.

«Raggiunta la soglia dei 54 anni, ritengo che la radio abbia esaurito quanto doveva darmi e, per quanto mi riguarda, penso di aver dato a questo mondo tutto ciò che era nelle mie possibilità… forse anche di più di quello che potevo. È tempo di chiudere il cerchio. È arrivato il momento di concludere definitivamente un percorso che, certo, mi ha arricchito professionalmente ma che non sento più mio: la radio è un vestito che non mi sta più bene addosso!»

Hanno l’effetto di un poderoso tsunami le dichiarazioni di Luciano Fronti, parole che spazzano via gran parte di quanto poteva ritenersi valido nel mondo della conduzione radiofonica e in ciò che intorno vi orbita. Dalle frequenze di Radio 105, oggi si racconta un briosamente concitato Dj Giuseppe. Parole dure per motivare la decisione di abbandonare, per sempre, la professione di conduttore radiofonico che lo ha reso simpaticamente noto.

Musica Intorno lancia la rubrica “Network ‘On air!’, la radio a tempo di social”!

Una serie di approfondimenti inediti nei quali – tra vizi e virtù – le “voci note” di alcuni dei conduttori radiofonici più amati si confrontano sul mondo della comunicazione via etere, condividendo il proprio “essere”: aneddoti gustosi, confessioni tra le righe, pensieri inconfessati… a delineare il lato più umano di ciascun ospite.

È un confronto, questo, che fa assumere alla nostra rubrica dei colori inusuali, dei toni più aspri e, a tratti, polemici. Non le manda a dire Dj Giuseppe che non perde l’allegria, né la verve che lo contraddistinguono: «Chiamami Giuse, come fanno gli amici!» Lo accontento volentieri.

Giuse non è solo stanco di una dimensione che non riconosce più come sua, è soprattutto deluso da una evoluzione della radio che definisce come peggiorativa. Del resto, se è vero che i pareri contrastanti e le diverse sfumature del soggettivo pensiero, arricchiscono e rendono più interessante un confronto, le esternazioni di Dj Giuseppe destabilizzano, certo, ma aprono scenari nuovi e palesemente taciuti dagli operatori del settore. Alla fine della nostra chiacchierata, ci si ritrova ad avere una visione globale ed eterogenea di una realtà radio che, poco prima, si era solo convinti di conoscere. #Seguiteci

Ti piace usare pseudonimi: sei passato da Giuseppe, poi trasformato in Dj Giuseppe, a Jonathan senza mai mostrare inizialmente il tuo volto, al punto che, quando Radio Deejay trasmetteva dall’Acquafan di Riccione, i tuoi fans facevano irruzione al parco per capire chi fossi realmente. Scelta di marketing o beati quelli che credono senza vedere?

«In realtà, in questa decisione, c’era lo zampino del mio ex collega Albertino, che ipotizzò: “Vuoi vedere che, se ti fai chiamare Dj Giuseppe, diventi famoso?”. Io ero incredulo ma, devo ammettere, che qualcosa è capitato!»

A proposito di Albertino, anche lui ha optato per un cambiamento epocale nella sua carriera: dopo decenni di fervente militanza, ha lasciato Radio Deejay per “trasferirsi” a M2O, così come facesti tu 14 anni fa, passando a Radio 105. Come interpreti queste virate? Ritieni che il colosso Radio Deejay stia perdendo di appeal?

«Io e Albertino non ci siamo più visti, né sentiti, da quando sono andato via da Radio Deejay. I nostri rapporti non sono molto buoni e non abbiamo mai avuto la voglia di chiarirci. Per quanto ne so, il programma “Deejay Time” si trascinava da tempo perché gli ascolti erano praticamente “zero”. Considera che a 105 siamo stati, con oltre un milione di ascoltatori, il programma più seguito nella fascia break-time! Non chiedermi però quale sia l’arma vincente perché, essendo assolutamente falsi i dati di ascolto, non ne ho la più pallida idea! Ti stupisce?

… Devi sapere che i numeri che emergono dalle rilevazioni dei dati di ascolto di un determinato programma sono controllati dagli stessi editori radiofonici e non c’è nessuno che li supervisioni o che effettui delle verifiche. Occorre distribuzione di numeri e questo gli addetti ai lavori lo sanno bene e si muovono in tal senso. Del resto siamo in Italia, il Paese più mafioso del mondo… scrivilo pure che considero tutto questo un gran “magna magna”!»

Come sai, la nostra rubrica si prefigge di delineare la metamorfosi della radio dopo l’avvento dei social network. Tu, però, a differenza di altri colleghi, non curi alcun profilo né account, sebbene immagino tu sia pienamente consapevole della grande presenza di questi ultimi anche nel tuo mondo. Perché questa scelta così in controtendenza?

«La scelta l’ho maturata dopo aver avuto una brevissima esperienza con Facebook, che mi ha fatto realizzare come i social siano una truffa colossale: non è assolutamente vero che aggregano le persone, piuttosto le dividono e le incattiviscono. Ci si nasconde dietro una tastiera, esprimendo concetti e pareri personali che sarebbe più opportuno tacere, al fine di evitare di mostrare la propria stupidità. Per non parlare dei danni che hanno apportato alla radio! Questo “mischione” ha creato un caos inaudito che non tollero! Si dovrebbe prendere esempio dai paesi esteri dove la settorialità viene rispettata e giustamente mantenuta.»

Ad ogni modo, corrisponde a verità che l’avvento dei social network abbia fornito le possibilità agli artisti emergenti di farsi conoscere dal grande pubblico con meno fatica rispetto al passato. Utilizzando questi mezzi si raggiungono più facilmente anche le radio. Non lo ritieni un cambiamento interessante?

«Cara mia, i nuovi cantanti possono entrare nel mondo della radio solo se pagano, in quello che hai detto manca questo passaggio. Le radio fanno passare dischi a pagamento. È aberrante che molti giovani artisti – oltretutto scarsissimi, che usano l’Auto-Tune per modificare le loro voci e non dovrebbero neanche provarci a cantare – abbiano la possibilità di approcciare il mondo della radio! Un tempo era fondamentale saper cantare bene, avere dei testi interessanti e dei buoni arrangiamenti. Ora comprano gli spazi in radio allo stesso modo in cui si acquistano prodotti dalle bancarelle. Le radio hanno una programmazione di circa 50 canzoni che formano una classifica non votata da nessuno se non spinta e decisa dalle case discografiche. È per questo che voglio smettere di fare questo lavoro, perché mi sento come l’annunciatore dell’Esselunga quando urla che nel reparto scatolame trovi i pomodori in offerta a 50 centesimi! Perché mai dovrei continuare ad annunciare un brano che è scadente come una conserva di pessima qualità?»

Devo dedurre che non apprezzi neanche il nuovo modo di fruire la musica…

«Vale lo stesso discorso che ti facevo prima a proposito delle major. I social non spingono un bel niente che non sia stato già deciso dalle case discografiche: una vera e propria manipolazione ai danni del cultore della buona musica. Apprezzo, invece, la divulgazione su YouTube che semplifica la distribuzione e viene scelta liberamente dall’utente.»

Considerato che, nonostante il tuo rifiuto ad utilizzare i social, sei informatissimo sull’argomento, saprai anche dirmi qual è l’artista italiano che sta sfruttando al meglio questo nuovo modo di comunicare.

«Ne ho una mezza idea ma preferisco non averne la certezza assoluta perché, se dovessi scoprire che i più cliccati sui social sono una cricca di imbecilli che dovrebbero essere solo buttati a mare, mi prende davvero male! Ma ti rendi conto che qualcuno si è perfino inventato il mestiere di “influencer”? Ma cosa vuoi influenzare a 20 anni, che bevevi il latte fino a ieri? Un influencer potrebbe essere un artista di esperienza con un proprio vissuto alle spalle, in grado di insegnare qualcosa, realmente! Ho un figlio di 14 anni e mi fa orrore sapere che quegli inetti facciano credere ai ragazzini che in quel modo si guadagnino soldi facili. Per fortuna, esistono ancora ragazzi che studiano e si informano correttamente. Guarda cos’è successo all’ultimo Sanremo con la giuria popolare: gli insindacabili giudizi del pubblico mandati in malora perché bisognava spingere tutt’altro. È un esempio terribile che si lascia alle nuove generazioni! È tutto fumo negli occhi e mi manda davvero in bestia!»

Ritorniamo alla tua cara, vecchia radio. Rispetto ad un tempo, anche i motivi di impasse durante una trasmissione si sono evoluti. C’è un episodio imbarazzante che ti è capitato mentre eri “On air”?

«Gli unici motivi di imbarazzo per me sono il dover parlare, in trasmissione, dei programmi di Maria De Filippi e sapere che, nella stessa radio in cui lavoro, va in onda anche Maurizio Costanzo!»

Dai, Giuse, rispondi seriamente!

«Sono serissimo!»

Solitamente, agli ospiti della nostra rubrica propongo un gioco: chiedo che tipo di lavoro potrebbero accettare rinunciando per sempre alla radio. Con te non posso farlo, stai già appendendo al chiodo le cuffie! So che a breve ti trasferirai nella Repubblica Dominicana, di cosa ti occuperai in quel paradiso terrestre?

«Mi darò all’agricoltura: ho comprato un appezzamento di terreno e in questi anni ho studiato per imparare i migliori metodi di coltivazione. Leggevo che c’è un grande ritorno all’agricoltura, da parte dei giovani, anche qui in Italia… ma vuoi mettere il farlo ai tropici?! E poi mi occuperò della realizzazione di opere con la resina epossidica: un materiale incredibile che si può plasmare e colorare per restaurare mobili; creare innovativi piani da lavoro e, addirittura, originali pavimenti… Sarò un agricoltore e un artigiano artista. Sono 20 anni che elaboro questo progetto e ne sono davvero entusiasta! Per questo non ho mai comprato casa, non ho un’automobile di proprietà, né un centesimo di debito. Ho messo via quanto mi bastava per essere libero e adesso non vedo l’ora di partire!»

Nessun dubbio sul fatto che ci mancherà la sana schiettezza e la sferzante ironia di un personaggio della sua stregua, ma risulta evidente che il nostro amico necessita di tirare i remi in barca da un mare circoscritto, per spaziare in un cristallino oceano dove guizzano nuove ed entusiasmanti opportunità.

Per abituarlo a comunicare nella sua nuova lingua, Musica Intorno gli augura un affettuoso “Mucha suerte, Giuse!”. Ovunque sarai, #StayTuned

Prima di salire in barca Dj Giuseppe nomina Thomas Damiani. Non muoverti da lì! Virgin Radio, stiamo arrivando.

 

Brigida Buonfiglio

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