FEDEZ, ONE MAN SHOW!

Ci ha abituati ai colpi di scena durante gli spettacoli, ai biglietti polverizzati in poche ore, ai testi dalla portata dirompente e innovativa. Ora Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, taglia il traguardo da solista con un live che si ispira ai grandi show internazionali, qualcosa di unico, mai visto prima in Italia:

solo lui sul palco con alle spalle un led wall trasparente, dal quale compaiono grafiche e olografiche che interagiscono con il cantante e con il pubblico. Un’esperienza totalmente immersiva, una sorta di concerto 3D, con cui il rapper partito dal Leoncavallo ed approdato a San Siro come il più giovane artista italiano ad esibirsi in quello stadio, intraprende – rime e tatuaggi – un viaggio intimo e profondo, da condividere con i propri fan: “Non vedo l’ora di abbracciarvi ancora. Ci vediamo prestissimo.”

Fedez, one man show! On stage l’uomo e l’artista.

Fedez nei social, Fedez in tivù, Fedez nelle campagne pubblicitarie. Una sorta di brand mass mediatico che campeggia come un Post-it sul frigo nelle giornate degli italiani. Questo pertiene alla sfera pubblica. E nel privato?

«Negli ultimi 3 anni sono stato in un vortice di sovraesposizione mediatica, vorrei quindi dedicarmi più tempo a Leone e a Chiara in primis, ma anche a me stesso.»

Oggi la tua quotidianità suona al ritmo di famiglia, è scandita dalle presenze di moglie e figlio.

«Di loro ho bisogno per andare avanti. Chiara sa godersi molto meglio i momenti di ogni giorno. In “Prima di ogni cosa” parlo proprio delle responsabilità di essere padre, che mi hanno permesso di crescere.»

“Prima di ogni cosa”, brano dedicato al piccolo Leone, è il singolo che ha anticipato il tuo ultimo lavoro discografico, in cui è vivo un forte desiderio di cambiamento: variano timbri e stili canori, e si sperimenta.

«Ho voluto seguire come modello “Astroworld” di Travis Scott, un disco sperimentale puro. Con questo esempio in testa, sono partito soltanto dal mio desiderio più profondo e dall’urgenza di pubblicare un lavoro che rispecchiasse quello che sentivo in quel momento.»

Prima citavi Travis Scott, un rapper. Quali altri generi e artisti hanno contribuito alla tua formazione musicale?

«La musica che ascoltavo quando ero adolescente, il punk. I Blink 182 – che ho ripreso con un campionamento in “Che cazzo ridi” – Pennywise, Jimmy Eat World, Propagandhi, NOFX, hanno segnato tutti gli anni della mia gioventù, e in molti brani ci sono numerosi richiami di tutto questo genere.»

“Cosa senza spine”, altro brano all’interno del nuovo album prodotto da Michele Canova, annovera la collaborazione con LP, tra i nomi più interessanti del panorama internazionale. Raccontaci, Fedez, si è comportata da “diva” prima di accettare?

«Mark Jordan, il manager di LP, è molto amico di Michele. Lei è venuta in studio, ha ascoltato il pezzo, le è piaciuto e ha registrato il ritornello. È stato tutto molto più facile di quanto potessi immaginare.»

Avevi già collezionato 52 dischi di platino tra album e singoli, e “Paranoia airlines” non è stato da meno: platino in una sola settimana. Oltre all’ansia da prestazione, che affligge democraticamente uomini e donne, artisti e no, cos’altro ti preoccupa?

«Mi dà panico il vuoto e volare. Ho l’ansia di sparire all’improvviso, di non essere all’altezza. Ho imparato a convivere con tutte queste paure piano piano, ma non si impara mai fino in fondo a superarle.»

Ti sei voluto superare, invece, abbinando alla vendita del disco un regalo esclusivo per i tuoi fan: la capsule collection dei capi “The Ferragnez” in edizione limitata.

«L’ho disegnata a quattro mani con Chiara, abbiamo deciso di tradurre in vestiti tutto l’immaginario di “Paranoia airlines” ma soprattutto di realizzare qualcosa di unico per tutti i fan che mi hanno supportato in questi anni. Senza di loro, oggi, non sarei dove sono.»

Il tuo è un pubblico che fa registrare il sold out! Anche per le date del tour che stai portando in giro. Che tipo di esperienza proponi dal vivo?

«Un’esperienza totalmente immersiva, una sorta di concerto 3D. Sono veramente orgoglioso di quello che stiamo realizzando, e sono riuscito a farlo grazie anche a un team di ragazzi italiani che hanno collaborato con dj e artisti di fama mondiale.»

Un live che si ispira ai grandi show internazionali, qualcosa di unico, mai visto prima in Italia.

«Il primo “hologram tour” nel nostro Paese: soltanto io sul palco con alle mie spalle un led wall trasparente, dal quale compaiono grafiche e olografiche che interagiscono con me ma anche con il pubblico.»

Il primo tour nei palazzetti senza J-Ax & Co. Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, taglia il traguardo da solista?

«Sono partito con i live al Leoncavallo, per arrivare nei club e, per assurdo, ho fatto prima San Siro di un tour intero nei palasport. È quindi un traguardo molto importante per me, sia come persona che come artista.»

 

Gino Morabito

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