IL FASCINO ON AIR DI CORRADO GENTILE. INTERVISTA AL CONDUTTORE RADIOFONICO DI RDS

corrado-gentile1_musicaintornoCorrado Gentile di mestiere fa il conduttore radiofonico. Di fatto, è come se lo conoscessimo tutti di persona: bravi come siamo a riconoscere la sua voce a occhi chiusi quasi fosse un nostro compagno di banco, ogni mattina dalle 9 alle 12 su RDS – insieme con Anna Pettinelli – lo ascoltiamo parlare, ridere, raccontare storie, dire la sua sul fatto del giorno.

E siccome ci piace, la stazione radio resta bella che memorizzata e non si cambia.

“La nostra è una fascia oraria importante, sono fiero di affiancare una donna molto amata come Anna e al tempo stesso sento la responsabilità di tenere alti gli ascolti, dice Corrado.

corrado-gentile8_musicaintornoLui è uno di quelli bravi nel DNA, che a 4 anni giocava con i 45 giri, registrava la sua voce sulle bobine e, ancora adolescente, metteva piede per la prima volta nello studio di registrazione di un programma radio.

E, a giudicare dal suo percorso lavorativo, pare che a volte la meritocrazia vinca su tutto.

Cominciamo dall’inizio. Volevi fare il conduttore radiofonico e sei diventato conduttore radiofonico. È andata così?

«Nella vita per raggiungere un obiettivo occorre un impegno sudato, ma anche una buona dose di fortuna. Durante la mia carriera ho fatto il giornalista radiofonico, il direttore musicale, il conduttore… allo stato attuale, forse l’unica esperienza che mi manca è quella di scalare una montagna e montare sulla cima una stazione radio con antenna e parabola. Oggi faccio il conduttore radiofonico ed è il lavoro che mi piace.»

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Qual è la differenza sostanziale tra il conduttore radiofonico come te lo immaginavi e il tuo lavoro nella realtà?

«Oggi fare il conduttore radiofonico, nel mio caso specifico per una radio amata come RDS e in una fascia oraria molto seguita, significa avere l’onore di parlare a milioni di ascoltatori che ci apprezzano, si complimentano con noi, ma anche criticano e puntualizzano eventuali errori da noi commessi e questo ci sta eccome. Quello che non puoi sapere prima di diventare conduttore radiofonico è il fatto di dover fare i conti anche con lo stress da indice da ascolto, la responsabilità dei contenuti scelti che possono piacere ma anche no, il portare dei buoni risultati all’azienda ai fini pubblicitari che è il pane per la vita di una radio.»

Il tuo spazio quotidiano su RDS con Anna Pettinelli inizia alle 9 e finisce alle 12. Come e quando scegliete le notizie da raccontare agli ascoltatori?

corrado-gentile7_musicaintorno«Io e Anna ci incontriamo un po’ prima in studio per scegliere i temi di cui parlare, ma la maggior parte dei contenuti si basa sulle notizie dell’ultimo minuto. È come se dovessimo fornire roba da mangiare ai nostri ascoltatori, non possiamo permetterci di dare loro in pasto qualcosa di vecchio, dev’essere roba fresca e appetibile. Come se avessimo un orto da cui in tempo reale raccogli i frutti più freschi o, se vogliamo essere più romantici, come se da un giardino di rose aspetti che sboccino e poi cogli la rosa più bella.»

Ad ascoltarvi parlare, la domanda nasce spontanea: come fate a riempire il vostro spazio radiofonico senza neanche un attimo di silenzio? Quanto contano, rispettivamente, la preparazione degli argomenti e l’improvvisazione?

«Scegliendo spesso notizie dell’ultim’ora, il nostro lavoro si basa molto sull’improvvisazione. Al massimo possiamo stabilire chi dice cosa per introdurre l’argomento, poi tutto si fonda sulla professionalità, la sintonia e l’intesa di coppia che quella c’è o non c’è, non si può inventare. Noi spesso ci becchiamo in diretta dando un certo pepe alle nostre conversazioni, in questo modo credo che rispecchiamo il punto di vista di tutti i nostri ascoltatori, comprese le loro umane divergenze.»

Il mondo della radio è cambiato, il modo di fruire la musica… e tu hai vissuto tutto questo sulla tua pelle, in questi anni di carriera. Verrebbe un po’ da dire “Non ci sono più le radio libere di una volta”… c’è qualcosa che vorresti tornasse come prima?

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«Per certi versi mi considero un po’ nostalgico, se penso al calore dei vecchi mixer o alla puntina che si metteva per far girare i dischi. Per il resto, credo che il progresso sia solo un andare avanti. Di certo è cambiata la musica e anche il modo di fare i soldi con la musica; negli anni Ottanta e Novanta bastava fare un solo singolo di successo o 45 giri, mi vengono in mente i Righeira e Sandy Marton per esempio, per diventare ricchi e poi si poteva anche abbandonare la carriera di cantante e aprirsi un chiosco sulla spiaggia. Oggi il vero business gira tutto intorno ai concerti, con tutte le conseguenze fraudolente che conosciamo come il recente scandalo del “secondary ticketing”. Di certo, in venticinque anni è migliorato il modo di fruire della musica soprattutto a vantaggio dei giovani e questo non può che essere un bene.»

Da profana credo che sia chiaro come, per un cantante, oggi sia molto più facile farsi conoscere attraverso i social network. Le radio si sono trasformate in radiovisione e molti cantanti diventano meteore, artisti usa e getta. Di fatto, però, oggi il pubblico può interagire con gli artisti in una maniera molto più diretta e inimmaginabile fino a qualche anno fa quando, forse, erano considerati un po’ più “miti”. Credi che sia un bene o pensi che si sia persa un po’ di magia in questo passaggio?

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«Se ci riferiamo ai talent show, non sono ipercritico a riguardo. È chiaro che, su mille aspiranti cantanti che hanno un’opportunità, solo due o tre riusciranno ad emergere nel lungo periodo e far capire di avere davvero talento, esempi di questo genere possono essere considerati Marco Mengoni e Noemi. In alcuni casi dei fenomeni possono venire gonfiati, ma per questi non sarà facile restare sulla cresta dell’onda vista la moltitudine della concorrenza sul mercato…

… Riguardo ai social, strumenti come Facebook e simili sono un’arma a doppio taglio perché, attraverso questi canali, si ha il contatto diretto cantante-fan, ma è anche facile mettere sul patibolo dei personaggi famosi per via di post o foto considerati “sbagliati” dagli utenti. Non dimentichiamo, poi, la forza di Youtube che ha permesso di conoscere dei veri fuoriclasse.»

Chi è, ad oggi, secondo te l’artista italiano che sta utilizzando al meglio i social con il proprio pubblico?

«Gianni Morandi è un personaggio che, a mio avviso, usa i social con genuinità e mettendoci la faccia, in prima persona a mò di etichetta. Credo sia questo il modo giusto.»

Noi di Musica Intorno ti chiediamo ora ti chiamare in appello un tuo collega, in questo “spazio di interviste a catena on air” che abbiamo voluto iniziare con te. A te Corrado e grazie!

«Passo la staffetta a Marta Cagnola di Radio24, una grande professionista e amica per me che ogni anno incontro alla sala stampa del Festival di Sanremo.»

 

 

Valentina Chisari

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