ABBABULA FESTIVAL, MUSICA E PAROLE PRONTE A STUPIRE

La musica diventa un’occasione per vivere e sottolineare i cambiamenti del XXI secolo che interessano tutta la società italiana.

Il Festival Abbabula, in programma fino all’11 maggio 2019 a Sassari, presenta novità esclusive con melodie ricercate e originali.

C’è un mutamento delle proposte, variano le date, cambiano le location ma si mantiene l’obiettivo principale della manifestazione: entrare nel cuore e nell’immaginario del pubblico di Sassari e della Sardegna.

Celebrati i 30 anni di attività, con musiche e parole pronte a stupire, la Cooperativa Le Ragazze Terribili vuole valorizzare la grande proposta, bene assortita fra notevoli interpreti e interessanti voci della musica italiana, strizzando l’occhio alla novità, all’innovazione, all’evoluzione del cantautorato, senza perdere di vista la scena emergente nazionale e quella isolana, sempre ben rappresentata sul palco del Festival.

Le Ragazze Terribili declinano la 21ª edizione di Abbabula Festival nelle performance di Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo, Federico Fiumani, Cristina Donà e Ginevra Di Marco, Filippo Graziani e Andrea Scanzi, Paolo Angeli, Carmelo Pipitone + Lef, Canarie, Nunc, Ok Bà, Claudia Crabuzza e Francesca Ventriglia, Lisandru. Qual è stato il discrimine per questa selezione artistica?

«Il valore della qualità di ciò che proponiamo: musica d’autore, intesa nella sua declinazione più ampia, produzioni originali, nuove uscite discografiche. Tutti gli artisti che negli anni si sono alternati sui nostri palchi avevano queste caratteristiche. Così anche quelli protagonisti sul palcoscenico di questa 21ª edizione: hanno tutti qualcosa di interessante da raccontare, unita ad una grande forza espressiva. Li abbiamo cercati e voluti, tutti, perché siamo convinti possano rappresentare la più bella proposta possibile.»

Innovazione e tecnologia caratterizzano il festival. Perché avete sentito l’esigenza di modernizzare la musica?

«Innovare, con lo scorrere del tempo, diventa una esigenza. Si innova per lavorare. Si innova nel comunicare. Si innova nel produrre musica, per migliorare l’esperienza. L’innovazione, più che la tecnologia, deve essere parte di qualunque progetto musicale: di un festival, di un disco, di una singola canzone. Innovare per dare qualcosa di nuovo all’ascoltatore, per catturare l’attenzione della platea e coinvolgerla.»

Il ruolo del cantautore nel XXI secolo è cambiato notevolmente e si è ridimensionato. Che tipo di interpretazione riesce a dare il cantautore del nostro tempo?

«Lo abbiamo detto: l’autoralità è una delle componenti caratterizzanti delle nostre scelte. Il cantautorato è risorsa fondamentale del fare musica italiano, nello specifico. Cantautore è colui che rivolge uno sguardo sensibile e sempre attento a ciò che ci circonda, per poi trasformarlo in parole e musica. Cambia magari il modo di esprimersi. Cambiano le fonti di ispirazione. Ma l’interpretazione del cantautore, se valida come lo sono quelle che gli artisti del festival Abbabula, può generare un’emozione che penetra a fondo nel cuore e nella carne. E lascia il segno nella memoria di chi ascolta.»

Confrontarsi con altri musicisti cosa rappresenta?

«Il confronto con gli artisti per chi come noi opera nel settore è fondamentale. Ogni incontro arricchisce il nostro bagaglio di esperienze, professionali e umane. Importante è del resto anche il confronto fra artisti e musicisti, da cui spesso scaturiscono suggestioni, collaborazioni e contaminazioni che contribuiscono ad arricchire e ampliare l’offerta del panorama musicale italiano.»

Quando un musicista ascolta le istanze della società, riesce a interpretare quella giusta melodia. Qual è la musica più adeguata per “fotografare” il XXI secolo e in che modo andrebbe proposta al pubblico?

«Argomento troppo vasto e complesso per essere risolto con una semplice risposta riferibile al gusto. L’artista che riesca a interpretare in musica e parole le istanze della società, le gioie e i mali del tempo vissuto, svolge una preziosa funzione di stimolo e riflessione. Tanti artisti hanno cantato il 21° secolo. Tanti lo cantano e tanti altri lo canteranno. L’effetto che testi e note esercitano su di noi è diverso da individuo a individuo. Se la musica suscita una reazione, se emoziona, allora vuole dire che ha centrato il bersaglio.»

Le nuove generazioni come registrano i cambiamenti della musica e in che modo riescono a interpretare questi stravolgimenti?

«Le nuove generazioni ascoltano la musica del loro tempo, che a chi ha qualche anno di più può piacere o meno. Ma attenzione a non sottovalutare i giovani: devono necessariamente essere un punto di riferimento per chi opera nel settore organizzazione eventi musicali, e sono molto più attenti a ciò che passano radio e piattaforme online rispetto a quanto si possa pensare.»

Come propongono le loro musiche gli emergenti?

«Provano a sfruttare gli spazi urbani in cui si può fare musica, lavorano sulla comunicazione social, partecipano a contest o premi che possano dare loro visibilità e un trampolino per arrivare su palchi più importanti. Abbabula è una opportunità per artisti locali ed emergenti. Lo è sempre stata e continua ad esserlo anche in questa edizione 2019.»

Che tipo di rapporto costruiscono con il pubblico?

«Anche in questo caso la capacità di comunicare sensazioni ed emozioni si sposa necessariamente alla reazione del pubblico. Se c’è empatia, se musica e parole colpiscono, allora si innescano meccanismi legati al piacere dell’ascolto e della scoperta della novità.»

 

Francesco Fravolini

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